Breno, un futuro di incertezza per la casa del Capitano

Slitta l'asta giudiziaria dedicata all'edificio di piazza Sant'Antonio fissata per oggi
La casa del Capitano di Valle, a Breno, finirà oggi al centro di un’asta giudiziaria
La casa del Capitano di Valle, a Breno, finirà oggi al centro di un’asta giudiziaria
La casa del Capitano di Valle, a Breno, finirà oggi al centro di un’asta giudiziaria
La casa del Capitano di Valle, a Breno, finirà oggi al centro di un’asta giudiziaria

Recentemente Bresciaoggi si è occupato più volte del destino, sempre incerto, della ex casa del Capitano di Valcamonica: un prezioso palazzo nel cuore di Breno risalente all’epoca della Serenissima, e continua a farlo per ricordare che è stata rinviata l’asta giustiziaria legata all’edificio già di proprietà di una immobiliare fallita e già in calendario per oggi. Il pignoramento del grande fabbricato di piazza Sant’Antonio, che si estende su tre piani e confina con la chiesa omonima, era scattato a ottobre dell’anno scorso dopo la liquidazione dell’Immobiliare Brenese. La ex casa del Capitano non è in condizioni strutturali brillanti, perché l’ultimo intervento di ristrutturazione era stato attuato trent’anni fa con lavori anche nel grande salone al primo piano, la parte più pregiata dell’edificio. Delle possibili destinazioni d’uso della costruzione, sulla cui facciata si possono ammirare ancora, tra le finestre gotiche, i frammenti di un affresco con fregi e il leone di San Marco, si era discusso in una recente seduta del consiglio comunale. In aula la minoranza aveva presentato una mozione al sindaco Alessandro Panteghini invitandolo ad acquistarla, attingendo per questo ai fondi per i Comuni di confine. Il capogruppo di opposizione Giampiero Pezzucchi, facendo leva sul «grande valore storico, architettonico e culturale di questo palazzo», aveva consigliato al primo cittadino di costituire un comitato ristretto delegato a seguire l’iter procedurale per l’acquisizione. I risultati? Scarsi, per non dire nulli. Panteghini, che in precedenza si era detto interessato a inserire questo pezzo di storia nel patrimonio immobiliare civico, non aveva raccolto l’invito di Progetto Breno respingendo la proposta, che era quindi stata bocciata dalla maggioranza. Nel dibattito si era inserita anche un perizia di stima dell’immobile, valutato 370mila euro. Poi, pochi giorni fa è arrivata la lettera inviata al sindaco dalla presidente del circolo culturale Ghislandi Mariella Minini (la casa del Capitano era stata in passato una dellesede del circolo) con la quale si invitano primo cittadino e presidente di Comunità montana e Bim (Alessandro Bonomelli) a «impegnarsi per riscattare la sorte del palazzo dall’onta della vendita al massimo ribasso». Prevedibilmente, il circolo culturale teme che si arrivi semplicemente «alla dispersione del bene o al suo lento e irrimediabile degrado, o ancora peggio, al suo abbandono alla speculazione finanziaria; la qual cosa produrrebbe una grave perdita per la comunità brenese e per tutta la Valcamonica, che assisterebbero con colpevole inerzia alla distrazione dalla naturale vocazione del palazzo stesso, in cui per secoli furono insediate e operarono le “magnifiche” istituzioni dell’autonomia municipale della Valcamonica» durante la lunga dominazione veneziana. Un altro appello caduto nel vuoto quello lanciato dall’istituzione culturale? Per adesso sì. Non è difficile pronosticare che se l’asta programmata per oggi e rinviata dovesse andare deserta si assisterà esattamente a una corsa alla svendita, con un primo ribasso fissato al 20%, e successivamente ancora a scalare sul valore stimato per questo gioiello di storia e architettura. Ma forse proprio questo percorso potrebbe, alla fine, offrire l’occasione giusta. A quel punto in effetti potrebbero entrare in gioco diversi acquirenti, e l’elemento positivo potrebbe essere rappresentato, magari, da un’offerta del Comune, che potrebbe aggiudicarsi il fabbricato in sospeso a un costo decisamente più favorevole; e magari ricorrendo alla più semplice procedura della trattativa privata.•.

Luciano Ranzanici

Suggerimenti