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23.04.2019

Una chiazza
scura «soffoca»
il lago d’Iseo

Dalla foce del fiume Oglio è defluita una sostanza nerastra La chiazza inquinante è defluita lentamente verso il lago d’Iseo
Dalla foce del fiume Oglio è defluita una sostanza nerastra La chiazza inquinante è defluita lentamente verso il lago d’Iseo

Una vasta chiazza nerastra sta soffocando dall’alba di ieri mattina le acque del lago di Iseo. All’origine del fenomeno c’è una sostanza chimica, con ogni probabilità si tratta di nafta o gasolio, defluita in modo copioso e costante dalla foce dell’Oglio proprio al confine tra Pisogne e Costa Volpino. L’allarme è stato lanciato da una comitiva dell’associazione di canoisti Il Canneto, che in occasione della giornata di Pasquetta si preparava ad un’escursione in kayak sul lago. Una volta scesi in acqua, si sono accorti della sostanza simile a petrolio, che aveva lasciato su remi e chiglia delle striature catramose. Dalla macchia scura, della circonferenza di circa 900 metri, si levava un tanfo penetrante, di carburante appunto. La sostanza ha continuato ad essere scaricata dal fiume per ore, e solo dopo mezzogiorno il flusso è rallentato. Non appena è cambiata la direzione della corrente, la parte più densa della chiazza rimasta intrappolata nell’area delle foce del fiume, si è lentamente allontanata dalla costa, prendendo il largo e portandosi al centro del lago. La densità è diluita, ma fino al tramonto la scia lasciata dall’inquinamento era visibile dalle sponde del lago. IN TARDA MATTINATA sono scattati i controlli da parte delle autorità sanitarie per cercare di risalire al responsabile dello sversamento di carburante. In un primo tempo si era fatta largo l’ipotesi che si trattasse dei reflui della pulitura di una cisterna di nafta. In verità l’intensità dell’inquinamento fa ritenere che il carburante sia stato scaricato direttamente nel fiume. Gli effetti sulla flora e sulla fauna ittica di lago e Oglio sono ancora tutti da verificare, anche se pochi metri più a monte del segmento finale del fiume sono state notate delle carcasse di pesci che galleggiavano a pelo d'acqua. Gli accertamenti proseguiranno oggi. Un ponte di Pasqua nerissimo insomma per l’ambiente del Sebino, teatro dell’incendio dell’impianto di trattamento rifiuti a Rogno, del rogo della Feltri a Marone e dei guasti tecnici al cementificio di Tavernola. •

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