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14.06.2019

Abusò in classe di due alunne: maestro verso il rinvio a giudizio

Le molestie avvenivano nell’aula di sostegno della scuolaIl maestro ha confessato: presto potrebbe finire a processo
Le molestie avvenivano nell’aula di sostegno della scuolaIl maestro ha confessato: presto potrebbe finire a processo

Anche in questo caso erano state le telecamere installate dalle forze dell’ordine, i carabinieri della compagnia di Salò, a incastrare l’insegnante e a confermare gli abusi denunciati dalle sue piccole alunne. Sarà presto in un'aula del tribunale di Brescia l’insegnante di sostegno della Valle Sabbia arrestato lo scorso 29 ottobre con l’accusa di violenza sessuale su minore per avere molestato due sorelline di cui si occupava. Chiuse le indagini, la procura di Brescia per lui ha chiesto il rinvio a giudizio e nei prossimi giorni il tribunale dovrebbe fissare la data dell’udienza preliminare. LA PROCURA avrebbe voluto chiedere il giudizio immediato per il 48enne, ma l’incidente probatorio durante il quale sono state ascoltate le due piccole vittime ha fatto allungare i tempi e così sono scaduti i termini per la richiesta. Il procedimento dovrà quindi affrontare il passaggio dell’udienza preliminare. Nel corso del processo non potranno però essere utilizzate le testimonianze delle due bambine. Il perito nominato dal tribunale che ha valutato le dichiarazioni rese dalle due sorelline ha ritenuto le due bimbe incapaci di testimoniare. Alla base della decisione ci sarebbero i problemi che le hanno «costrette» a essere seguite da un insegnante di sostegno. A rendere più salda la tesi dell’accusa ci saranno però i filmati delle telecamere montate dai carabinieri di Salò dopo che i genitori delle due bimbi si erano rivolti a loro per denunciare ciò che una delle figlie aveva loro raccontato. La piccola in casa aveva descritto le attenzioni molto particolari che il maestro le avrebbe riservato quando erano soli nell’aula in cui il 48enne la seguiva. I CARABINIERI per ottenere conferme avevano installato un sistema di videosorveglianza e lunedì 29 ottobre, avevano arrestato l’insegnante in flagranza di reato e praticamente in diretta video. Le immagini avevano infatti immortalato l’uomo che molestava l’altra bambina con le stesse modalità descritte in precedenza dalla sorella. I militari erano quindi piombati nell’aula e avevano fatto scattare le manette ai polsi del 48enne che prima era finito in carcere e poi ai domiciliari. L’uomo, che nel frattempo ha lasciato l’incarico e sta seguendo un programma di riabilitazione, nel corso di un interrogatorio aveva ammesso di avere allungato le mani sulle bambine. «Si è vero, le ho palpeggiate», aveva raccontato agli inquirenti l’insegnante di sostegno. LE INDAGINI non avevano fatto emergere altri casi di molestie, ma avevano portato a galla alcune ombre nel passato del 48enne. Il maestro, che nel corso della carriera aveva cambiato più volte la sede di lavoro, aveva destato sospetti all’interno di un’altra scuola. Anche in quel caso le forze dell’ordine avevano installato telecamere per registrare comportamenti anomali o morbosi, ma i sospetti erano rimasti tali e l’indagine si era chiusa in un nulla di fatto. A fine ottobre invece le immagini delle telecamere installate dai carabinieri nella scuola frequentata dalle due bimbe non avevano lasciato dubbi e per lui era scattato l’arresto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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