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12.10.2019

Cani maltrattati, arriva la condanna a due anni

Una bella immagine di un dogo argentino
Una bella immagine di un dogo argentino

C’è anche la tutela del benessere animale tra i compiti dei carabinieri forestale, e proprio lavorando a un caso di maltrattamenti, in realtà «evoluzione» di una vicenda più complessa, i militari della stazione di Vobarno hanno ottenuto una importante sentenza di condanna: un caso piuttosto raro scorrendo la giurisprudenza. I due anni e 20 giorni di reclusione inflitti all’imputato, anche se la pena è stata sospesa, rappresentano in effetti un precedente importante; e possibilmente - si spera - anche un deterrente capace di scoraggiare atteggiamenti molto diffusi. STIAMO però parlando dell’epilogo di un caso più complesso, che si è aperto nei mesi scorsi quando un giovane di Vobarno si è presentato in caserma affermando di aver lasciato in custodia per un breve periodo i suoi due esemplari di dogo argentino, un molossoide di grossa taglia, a un ragazzo proprietario con la famiglia di un fienile a Pertica Bassa, che però si era rifiutato di restituire gli animali. Accolta la querela per appropriazione indebita, i carabinieri forestali hanno raggiunto il rustico del presunto «ladro» e, verificato che i microchip dei cani dimostravano la proprietà del querelante, li hanno sequestrati e restituiti al proprietario; in realtà illegittimo. Sì, perché come si è scoperto poi gli animali erano finiti a Pertica Alta in seguito a un acquisto in nero, senza alcuna tracciabilità, e il nuovo padrone non aveva provveduto a far modificare i dati in possesso dell’anagrafe canina. LA VERITÀ è emersa solo dopo qualche tempo, a seguito di una segnalazione dei vicini i casa del vobarnese che parlava del disturbo causato dai molossi e dallo stato di abbandono in cui erano lasciati: verificate le effettive cattive condizioni di detenzione degli animali, lasciati nella sporcizia e senza cibo, i carabinieri forestali hanno dopo una prima ispezione multato il finto proprietario con una sanzione di 500 euro per la violazione delle norme sul benessere animale. Non è bastato: c’è stata una seconda segnalazione di maltrattamento ed è avvenuta una seconda ispezione, e nel frattempo, attraverso l’acquisizione dell’annuncio on line fatto mesi prima su un frequentatissimo sito per il commercio diretto della messa in vendita dei cani, i militari hanno anche accertato la veridicità della truffa messa in atto dal vobarnese. Così i dogo sono stati confiscati e trasferiti in un canile in attesa dell’affidamento a terzi (nel frattempo uno dei due animali è purtroppo morto per un tumore) e il truffatore che trattava i suoi animali come oggetti è stato appunto condannato. •

P.BAL.
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