CHIUDI
CHIUDI

30.05.2020

«Cittadini esasperati, loro hanno denunciato»

Il percolato delle discariche finito nel torrente Carfio
Il percolato delle discariche finito nel torrente Carfio

Agnosine e Odolo in Valle Sabbia accomunati dalla «bomba ecologica» scoperta dai carabinieri forestali di Vobarno (l’indagine durava da oltre un anno), scoppiata nel torrente Carfio che si getta nel torrente Vrenda per finire nel Chiese a Sabbio Chiese. In acqua sono finite sostanze quali idrossido di calcio, piombo, zinco e cadmio sversate per decenni da tre acciaierie, due ormai chiuse, la terza ancora attiva, attraverso il percolato di altrettante discariche costituite dalle scorie di lavorazione. È sconsolato il sindaco di Odolo Fausto Cassetti. «Non mi preoccupa l’impatto economico che l’indagine avrà sugli indagati. Mi preoccupa quello che potrà avere sui circa 200 operai dell’azienda ancora in esercizio. Oltre la metà di loro sono odolesi, oltre 150 le famiglie che rischiano di subire le conseguenze di tali azioni. Perciò, sollecitiamo l’indagine forte per chiarire le responsabilità, ma allo stesso tempo siamo grati alla magistratura che non ha fermato l’azienda, ma solo sequestrato l’area dei 5 ettari di terreno con le 3 discariche scoperte». Poi una sua considerazione personale: «Finalmente un tipo di sommerso per il quale non c’è alcun motivo di vanto sta ora emergendo. Tutti sapevano che sul territorio di Odolo (e non solo) c’erano siti inquinati. Ma nei decenni passati spesso, in nome della tutela del posto di lavoro si chiudevano gli occhi e si stava in silenzio. Da un po’ di anni però, pur non trascurando la tutela del lavoro, ci si preoccupa di una sempre maggior tutela della salute di lavoratori, loro famiglie e cittadini tutti. Un cambio di rotta di cui possiamo solo esser fieri». Il sindaco di Agnosine Giorgio Bontempi sottolinea come «molto negli anni passati si è fatto per la tutela ambientale. Ai forestali la segnalazione sul torrente Carfio è arrivata dai nostri cittadini, e noi come Comune abbiamo dato ai carabinieri ogni appoggio, fornendo ogni documento di cui avevano bisogno. Ma quel che ora conta è che si sta parlando di comportamenti iniziati 40 anni fa, quando regole, sensibilità e cultura ambientali, strumenti e volontà d’intervenire erano diversi. Oggi tutto è cambiato. Coscienza e sensibilità sono massime, e l’unico obiettivo è risanare l’ambiente dove c’è stato inquinamento; ma guai a dimenticarsi, nei limiti, la salvaguardia del posto di lavoro». Ora si interverrà per mettere l’area in sicurezza evitando altri sversamenti di inquinanti, dopodiché si procederà con la bonifica e il ripristino ambientale a cura dei responsabili, naturalmente a loro spese. •

M.PAS.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1