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13.06.2019

Da Vobarno a Lavenone una scia di distruzione

Alcuni dei chicchi di grandine caduti martedì sulla Valsabbia
Alcuni dei chicchi di grandine caduti martedì sulla Valsabbia

Anche la Valsabbia non è stata risparmiata dall’ennesima sferzata di maltempo. Nel pomeriggio di martedì chicchi di grandine grandi come noci sono caduti su un’ampia zona, da Vobarno fino ad Anfo passando per Sabbio Chiese, Barghe, Vestone, Idro e Lavenone. Ingenti i danni provocati alle auto (con anche qualche parabrezza andato in frantumi), ai lucernari, ai coppi dei tetti e ai pannelli solari, oltre che alle vetrate. Strade chiuse non ce ne sono state, e non si registrano nemmeno frane, smottamenti o allagamenti. Restano comunque la grande paura e qualche bozzo rimediato dai pochi sfortunati che non sono riusciti a mettersi al riparo in tempo. ALTRI PAESI colpiti oltre a quelli già citati, che si trovano lungo l’asse stradale principale della Valsabbia, sono Treviso Bresciano e Preseglie: anche qui la grandine è scesa con una furia inaudita, provocando non pochi danni. Fortunatamente la durata delle precipitazioni è stata limitata: poco meno di mezz’ora a partire dalle 15, ma con l’ondata in continuo spostamento. Se si fosse concentrata su una singola la zona, la grandinata avrebbe provocato danni molto più gravi. Così com’era arrivata in fretta la perturbazione ha abbandonato di buona lena il territorio valsabbino per dirigersi verso il Basso Trentino e l’area del Maniva, ma con un potenziale al quel punto ridimensionato. Ovviamente anche in Valsabbia, come in Valcamonica, a pagare il tributo più pesante ai chicchi di grandine sono state le piante, in buona parte spogliate di fiori e di frutti, gli orti, anch’essi flagellati e ridotti a una spianata di sterpaglie, e i fiori sui balconi, con vasi rotti o danneggiati dalla furia degli elementi.

M.PAS.
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