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19.11.2020

«Depuratori, la Regione latita»

Il consigliere Ferdinando Alberti
Il consigliere Ferdinando Alberti

Sì alla «mozione Sarnico», ma la soluzione al problema resta la ridefinizione dei confini dell’ambito territoriale ottimale. Il consigliere regionale del M5S Ferdinando Alberti ritorna sul documento presentato dal consigliere provinciale delegato al Ciclo idrico, sul criterio di prossimità che impone la costruzione dei depuratori nel territorio dei Comuni che ne beneficiano. Un principio che metterebbe fuori gioco gli impianti di Montichiari e Gavardo destinati a trattare i reflui del Garda. «L’Avvocatura della Provincia ha ritenuto la mozione “inammissibile“, dal momento che il Consiglio provinciale non può esprimersi circa le linee programmatiche delle opere che riguardano il Sistema Idrico Integrato. Ma la legge regionale attribuisce alla Provincia le funzioni di Ente di governo d’Ambito: come può dunque non poter imporre criteri localizzativi in fase di programmazione?» si chiede Alberti. «Spiace constatare che ancora una volta il Broletto stia dimostrando di non essere la “casa dei sindaci“, ma un’istituzione lontana dai territori, sorda alle richieste dei suoi cittadini, prona agli ordini di partito e pavida al punto da nascondersi dietro a pareri giuridici che hanno l’intento di togliere da situazioni di imbarazzo chi non ha il coraggio di prendere decisioni - incalza Alberti -. Così facendo si escludono a priori atti politici legittimi che si sostituiscono con cavilli giuridici». La soluzione, secondo il consigliere del Movimento 5 Stelle, «deve passare attraverso un’altra via: la modifica della legge regionale che individua i confini dell’Ambito Territoriale del sistema idrico integrato con quelli della Provincia. Ho già chiesto più volte la modifica di questa norma, che consentirebbe la definizione di ambiti a misura di “bacino idrografico”. Così facendo, i Comuni del Garda e del Mincio sarebbero chiamati a decidere sulle opere a servizio del proprio ambito territoriale e non su quello di altri». Secondo Ferdinando Alberti, «è solo una questione di volontà politica. Lo strumento per ridare voce ai territori c’è, ma per attuarlo serve che in Regione si esca dalla propaganda e dalla campagna elettorale perenne e si cominci a fare davvero qualcosa di importante e utile per i territori». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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