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09.02.2020

«Depurazione, non siamo nel mirino»

Uno scorcio del depuratore comprensoriale di Sabbio Chiese
Uno scorcio del depuratore comprensoriale di Sabbio Chiese

C’è una notizia ambientale che ha agitato l’Amministrazione comunale di Sabbio Chiese. Il sindaco ha ritenuto per questo di fare chiarezza precisando degli aspetti della vicenda. Il tema è quello della depurazione delle acque, e il problema è nato da una presunta messa in mora di alcuni Comuni della Valsabbia da parte della Commissione europea per a mancati adempimenti relativi alla gestione del ciclo idrico integrato. Nell’elenco ci sarebbbe anche Sabbio, sede di un grande impianto di depurazione al servizio di un altrettanto ampio bacino d’utenza, mentre in realtà, al centro dell’attenzione non c’è l’ente locale ma il gestore del ciclo idrico integrato. «Nei nostri confronti non c’è alcuna procedura d’infrazione e neppure siamo messi in mora, perché non siamo inadempienti rispetto alla normativa europea sulla depurazione delle acque - afferma il sindaco Onorio Luscia -. Non ci sono responsabilità da parte dell’Amministrazione civica e neppure da parte dei cittadini. Il malinteso deriva dal fatto che negli anni ’90 del secolo scorso è stata avviata la depurazione della media valle, e si è scelto di istallare l’impianto a Sabbio, in località Palina, entrato in attività con la prima linea nel 2003 per servire Sabbio e i 4 paesi della Conca d’Oro ovvero Agnosine, Odolo, Bione e Preseglie. Poi, nel 2014 è entrata in attività anche la seconda linea che interessale realtà a Nord, da Casto a Vestone per finire con Idro. L’impianto si occupa da allora di 13 Comuni per 25mila abitanti equivalenti, 21mila effettivi più le attività del territorio». L’infrazione riguarda la copertura della rete fognaria, che deve raggiungere almeno il 95%, mentre il depuratore di Sabbio si ferma al 91,41%: «Ma il titolare della gestione non è il nostro ente - conclude Luscia - bensì A2Aciclo idrico integrato, la società che gestisce il depuratore. Che poi questo si trovi sul nostro territorio non implica responsabilità per chi ci abita e amministra il territorio». Resta comunque il fatto che l’Ue chieda impegni rigorosi su fronte della depurazione e della rete fognaria a cui gestore o singoli Comuni dovranno dare risposta. •

M.PAS.
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