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29.05.2020 Tags: Vobarno

Dieci chiese in
cammino per
radunare il «gregge»

Don Giuseppe con la pinza impiegata per la comunione
Don Giuseppe con la pinza impiegata per la comunione

A Vobarno riprende la vita religiosa, ma con qualche problema organizzativo perché 8.200 abitanti suddivisi tra 10 chiese sparse su un vasto territorio non è impresa facile. Oltre al capoluogo Vobarno, diverse sono infatti le frazioni che fanno comunità a sé (Pompegnino, Carvanno, Carpeneda, Teglie e Moglia, Collio, Eno e Degagna), ognuna con propria chiesa dove ritrovarsi. E NEL CAPOLUOGO, oltre alla chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, la principale dell’Unità Pastorale «Madonna della Rocca», c’è anche il Santuario della Rocca e le chiese di S. Rocco ed Immacolata. Ma com’è stata la riapertura al culto e come la comunità dei fedeli ha vissuto il triste periodo di marzo e aprile? Risponde don Giuseppe Savio, parroco a Vobarno e guida dell’unità pastorale, coadiuvato da don Italo, don Manuel, il diacono Ennio Bonizzardi e don Graziano. Ogni venerdì mattina la «squadra» si riunisce e fa il punto: «Stiamo ragionando su un programma sperimentale di riaperture: a Pompegnino la chiesa di San Benedetto da Norcia dispone di poco spazio, e quindi si continua l’uso del salone dell’oratorio, per 35 persone più lo spazio del cortile esterno; a Carvanno, pur se la chiesa è grande, già da un po’ non si utilizza. A Carpeneda s’è celebrato al cimitero e ora si usa il grande cortile esterno dell’oratorio senza problemi di spazio: ci mettiamo solo un po’ di sedie per chi ha problemi; e quando il clima lo imporrà, useremo la chiesa di Santa Margherita di Scozia; a Teglie (anche per la comunità di Moglia) si usa il cimitero, nel piazzale, per circa 40 persone». A Eno per ora non si celebra (c’è poca gente), mentre in Degagna si sta all’aperto vicino alle varie santelle o al cimitero, la chiesa di San Martino è grande, e ci staranno tutti. Intanto per le messe feriali dove possibile si comincia a celebrare all’interno, con la gente che ora ha un po’ meno paura e un po’ più di fiducia: «Anche con norme a volte eccessive, la gente le rispetta. Intanto a Collio l’utilizzo della chiesa è nella normalità; a Vobarno invece restano chiuse l’Immacolata e San Rocco; ma la parrocchiale dell’Assunta, finora usata solo in minima parte, ha avuto il suo battesimo mercoledì con un funerale: 130 i posti a sedere, a regolare distanza, più i posti in piedi, con percorsi d’entrata e d’uscita imposti. Ma sono in uso anche gli spazi esterni dell’oratorio e del cimitero. Piano e senza fretta, si sta tornando alla normalità. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Pasinetti
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