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10.07.2019

Ex Pasotti, il nodo non si scioglie

L’unica certezza è rappresentata attualmente da quel grande rudere nel cuore di Sabbio Chiese che non rappresenta di certo un bel biglietto da visita per il paese; soprattutto per chi ci arriva scendendo da Nord. Parliamo del sito della ex «Pasotti», il cui futuro a dir poco incerto preoccupa seriamente l’amministrazione comunale. Tutto è nato e rappresenta l’eredità scomoda di un’altra certezza, il fallimento dell’azienda Pasotti: una «tegola» industriale e occupazionale che potrebbe avere effetti negativi ancora a lungo in questa realtà. «Il curatore fallimentare - ricorda il sindaco Onorio Luscia appena riconfermato - è propenso a proporre un nuovo bando di assegnazione (sarebbe il secondo; il primo è andato deserto) per la vendita di questa grande ex area industriale. Ma se qualcuno si facesse avanti dovrebbe prima di tutto preoccuparsi del costo della bonifica, la cui entità non è ancora stata definita. Solo successivamente avrebbe a disposizione un’area da dedicare a insediamenti di tipo artigianale, commerciale e direzionale. È possibile anche una parte residenziale, ma sarebbe poco appetibile in quella collocazione, mentre l’avvio di una eventuale nuova attività produttiva lì, al centro del paese, non è più possibile dal 2008». IN COMUNE si mostrano aperti a ogni discussione su eventuali progetti per il futuro, purché costruiti all’interno delle regole del Piano di governo del territorio; ma le aspettative verso uno sbocco positivo della vicenda non abbondano. Inoltre, se non si troverà nessuno pronto a manifestare interesse per quest’area sarà proprio l’ente locale a doversi attivare per la bonifica: «Per trovare i fondi necessari ad attuarla dovremmo attingere ai contributi specifici messi a disposizione dalla Regione, ma con tempi che prevediamo molto lunghi - aggiunge Luscia -. Potrebbe servire l’intero mandato». Altri cinque anni (quasi) di attesa, insomma, ma «naturalmente noi riteniamo fondamentale che l’ex Pasotti venga riqualificata al più presto». Anche se abbandonato, il vecchio complesso produttivo è comunque in sicurezza. Soprattutto grazie all’ordinanza del 2017 riguardante la pubblica incolumità: «Sono anche stati rimossi circa 7.000 metri quadrati di lastre in cemento-amianto, con un’operazione gestita in sinergia tra la vecchia proprietà e il municipio». Cosa c’è da bonificare? «Il Piano di caratterizzazione ha sì evidenziato contaminazioni - risponde il sindaco - ma non ne ha riscontrate di particolarmente pericolose. Ma i problemi ci sono, e vanno affrontati in tempi brevi, perché non possiamo accettare che la Pasotti, per decenni simbolo della ricchezza di Sabbio, si trasformi in un rudere cadente con qualche rischio ecologico». •

M.PAS.
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