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02.02.2019

Casa di riposo, la nuova guida congela il super ampliamento

La casa di riposo di Gavardo
La casa di riposo di Gavardo

A conti fatti è il primo vero ribaltone del nuovo corso della casa di riposo di Gavardo: il nuovo consiglio d’amministrazione della Fondazione La Memoria, nominato il 4 dicembre dal commissario straordinario Anna Pavone e ora presieduto da Michele Bertolotti, annuncia ufficialmente di voler rinunciare al maxi progetto di ampliamento e ristrutturazione (un piano da oltre 10 milioni) della storica struttura gavardese. Una operazione che ha creato tante polemiche e che è considerata una delle cause del tracollo della giunta capitanata dal vicesindaco Sergio Bertoloni, poi decaduto a seguito delle dimissioni del sindaco Emanuele Vezzola. CERTO era nell’aria: «Dopo un attento esame della documentazione, seguito da un incontro con lo studio di progettazione - scrive il Cda della Fondazione in una nota - si è ritenuto opportuno sospendere ufficialmente il progetto di ampliamento. Riteniamo sia indispensabile approfondire gli aspetti tecnici e progettuali, economici e sociali, vista la complessità e l’onerosità dell’intervento ipotizzato, per il quale non risulta agli atti alcun piano di sostenibilità economica». Il progetto, che non è mai stato approvato in via definitiva dal consiglio comunale, prevedeva un doppio ampliamento (fino a raggiungere i 6.100 metri quadrati, per un totale di 40 posti letto in più) da qui al 2028, in due lotti di intervento e una delicata «fase intermedia» in cui sarebbe pure stato necessario trasferire una decina di famiglie di una palazzina Aler. Non è l’unico atto del nuovo Cda de La Memoria: il presidente Bertolotti comunica l’approvazione del bilancio di previsione, e l’analisi in corso del bilancio consuntivo dello scorso anno. «Abbiamo affrontato la gestione delle risorse finanziarie disponibili - si legge ancora nella nota - e sono state analizzate le attuali tipologie di investimento: al 31 dicembre circa il 50% delle risorse risultano investite in fondi comuni, che a tale data non remunerano il capitale iniziale». Novità in arrivo anche in ambito organizzativo: a sei dipendenti è stato offerto un contratto a tempo indeterminato. Non solo: «Preso atto dell’assenza di un coordinatore sanitario, il consiglio ha deciso di predisporre un progetto di revisione dell’intera organizzazione, a partire dal direttore sanitario». E non manca una prima resa dei conti col Cda uscente, revocato dal commissario Pavone e che per questo aveva fatto ricorso al Tar: «Il Tar ha confermato la legittimità dell’attuale Cda - conclude Bertolotti - e chiarisce che la Fondazione è della comunità gavardese, e che il rappresentante dell’amministrazione comunale stabilisce gli indirizzi a cui gli amministratori devono attenersi». •

AL.GAT.
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