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04.06.2019

Depuratore del Garda, il «no» viaggia in rete

Un’opera sempre più contestata
Un’opera sempre più contestata

Lanciata solo un paio di giorni fa, si è già avvicinata a quota 250 firmatari: è la nuova petizione, questa volta online, lanciata dal Comitato Gaia (su Change.org) contro il progetto del nuovo depuratore del Garda, che stando alle ultimissime dovrebbe sdoppiarsi: un impianto a Montichiari e un altro proprio a Gavardo, a servizio dei comuni dell’Alto Garda, di Calvagese e Muscoline, di Villanuova e Vobarno e dintorni. «La creazione di un mega depuratore sul Chiese – si legge nella petizione rivolta all’assessore regionale Pietro Foroni – non risponde a logiche di salvaguardia ambientale, di gestione o di miglior tecnica. Risponde solo a logiche finanziarie. Non solo dunque non sarà la miglior soluzione per il lago di Garda, ma comprometterà in modo irreparabile il fragile equilibrio del fiume, la cui situazione idrica ha già creato problemi ambientali e sanitari, vedi legionella. Più passa il tempo e più l’opposizione a quest’opera cresce, perché appare evidente il suo non senso: fermiamo l’ennesima speculazione a danno di territori vergini e a sistemi fragili». Come da ipotesi, il nuovo depuratore (da circa 26mila metri quadrati) dovrebbe sorgere in un’ampia area verde proprio di fianco alla tangenziale Ss45bis. Sul tema si è detto (e scritto) di tutto, nel mezzo anche due partecipate manifestazioni (più di 1000 persone a Muscoline e a Gavardo) e pure un terzo corteo a Montichiari. I vari comitati ambientalisti hanno raccolto oltre 3400 firme, poi consegnate direttamente al presidente della Provincia di Brescia, Samuele Alghisi. In Regione sono stati convocati due tavoli tecnici, a Milano e a Brescia. Pochi giorni fa il neosindaco di Gavardo, Davide Comaglio, ha scritto una lettera al governatore della Lombardia Fontana. La partita ora si gioca anche on-line. •

A.GAT.
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