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31.03.2019

Gavardo, a carte scoperte: scende in campo Comaglio

Davide Comaglio:  la sfida al centrodestra parte da Muscoline
Davide Comaglio: la sfida al centrodestra parte da Muscoline

Sala piena, entusiasmo alle stelle: della serie, chi ben comincia. Dopo tante voci, ora è ufficiale: sarà Davide Comaglio il candidato sindaco di «Insieme per Gavardo», la civica che già coinvolge numerose realtà, a partire dai due gruppi di opposizione, Gavardo Rinasce e Gavardo in Movimento, e poi il Pd, Gavardo Domani, il nuovo gruppo civico «Gavardesi per un futuro migliore». Classe 1973, 46 anni compiuti meno di un mese fa, architetto e sindaco uscente a Muscoline, ma sempre a Muscoline per due volte assessore, e pure vicesindaco. «MA SONO NATO e cresciuto a Gavardo, e ancora oggi abito a Rampeniga», spiega Comaglio: presto per annunciare i nomi della lista, «ci vediamo tra un mese». Ma c’è già qualche anticipazione: «Se mai sarò sindaco, il mio vice sarà una donna» (e a Gavardo sarebbe la prima volta). Le prossime tappe: l’inaugurazione della sede del comitato elettorale, che sarà in piazza De Medici nell’ex Bottega dei Popoli. «Una scelta simbolica - dice Comaglio - perché tra le cose da fare c’è sicuramente il rilancio dei centri storici, del capoluogo e delle frazioni». Non solo: «Non è bello quello che è successo in questi anni - attacca con riferimento alle ultime due amministrazioni di centrodestra - fino al commissariamento, una delle cose più gravi che possono capitare a un Comune. Ma è giunta l’ora che Gavardo torni a essere grande, e che i gavardesi tornino a essere orgogliosi». Una e più stoccate agli avversari: «Il paese non può essere gestito come un’azienda privata. Io non sarò mai uno di quelli che quando entra in municipio, i dipendenti devono alzarsi in piedi» (applausi in sala). E ancora: «Chiaro che gli errori degli ultimi anni non sono colpa di uno solo, ma di una diffusa corresponsabilità. Chi ha governato fino a oggi può provare a nascondersi dietro a un simbolo, ma i gavardesi non sono ciechi». Da segnalare anche l’endorsement di Michele Busi, presidente di Rete Civica Bresciana. •

A.GAT.
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