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13.02.2019

Il teatro di Sopraponte riavrà l’udito

Il centro di Sopraponte e il teatro comunale:  finalmente gli ultimi ritocchi e poi l’attesa riapertura
Il centro di Sopraponte e il teatro comunale: finalmente gli ultimi ritocchi e poi l’attesa riapertura

A Gavardo il teatro di Sopraponte, il grande incompiuto, finalmente vede il traguardo: ufficialmente inaugurato da più di due anni, è stato in realtà utilizzato solo una manciata di volte (e sempre con autorizzazioni in deroga) perché non sono mai stati completati i necessari interventi di adeguamento acustico. A sbloccare lo stallo ci ha però pensato il commissario Anna Pavone, che ha deliberato lo stanziamento di 25mila euro per concludere i lavori rimasti in sospeso, grazie anche a un contributo della Comunità Montana, circa 20mila. I soldi serviranno, spiega il commissario in una nota, per «adeguare l’acustica della struttura, mediante l’installazione di rivestimenti fonoassorbenti, e di installare gli allestimenti scenici tra cui la tenda all’ingresso, le quinte, il fondale, il sipario e i riquadri in tessuto scuro ad alta assorbenza luminosa e fonica». A occuparsi dell’ultima (si spera) volata finale sarà ancora Gavardo Servizi, la partecipata comunale da qualche mese presieduta da Giuseppe Luigi Morandi, nominato da Pavone a seguito della decadenza dell’ex amministratore unico Bruno Braga. Gavardo Servizi è la società che appunto si è occupata della ristrutturazione del teatro, dall’inizio alla fine: una storia travagliata, iniziata nella primavera di cinque anni fa (a maggio 2014 la posa della prima pietra) e che si è conclusa, almeno in parte, con l’inaugurazione dell’8 dicembre 2016, l’ultima uscita pubblica (e con fascia tricolore) dell’ex sindaco Emanuele Vezzola. Per completare i lavori sono stati investiti 1,5 milioni: da allora il teatro è stato utilizzato poco, troppo poco a detta delle minoranze che in più occasioni sul tema avevano contestato la maggioranza. NELLA PRIMAVERA di un anno fa, a poche settimane dalla caduta del governo locale, sollecitati in consiglio sia il vicesindaco Sergio Bertoloni che l’assessore ai lavori pubblici Bruno Ariassi avevano annunciato la volontà di concludere i lavori. Ma niente si è sbloccato, e poi sono arrivate le dimissioni del sindaco. L’attesa si è prolungata ancora, almeno fino all’intervento (decisivo) del commissario. Altro che ordinaria amministrazione: in pochi mesi di mandato obbligato, Pavone verrà comunque ricordata, oltre che per il teatro, anche per aver avviato i lavori di sistemazione della Gavardina, per le ferme decisioni sulla casa di riposo, per la programmazione dei lavori di adeguamento sismico delle medie. Il teatro di Sopraponte venne costruito negli anni Cinquanta, e utilizzato senza sosta almeno fino agli anni Novanta. Una nota curiosa: il cinema-teatro fu voluto fortissimamente da don Antonio Andreassi, parroco di Sopraponte (dove è rimasto per mezzo secolo). In questi giorni si celebra il decennale della sua scomparsa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alessandro Gatta
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