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20.05.2019

Progetto rospi,
Idro ha
archiviato un record

I ragazzini della scuola elementare di Roè Volciano durante la serata salvarospi di IdroI bambini di Mura alle prese con i rospi del lago di Bongi
I ragazzini della scuola elementare di Roè Volciano durante la serata salvarospi di IdroI bambini di Mura alle prese con i rospi del lago di Bongi

È stata una primavera difficile anche per gli anfibi, alle prese con un cambiamento climatico sempre più evidente che ha portato prima mesi di siccità e poi pioggia e freddo quasi invernali nel momento sbagliato; una stagione critica le cui conseguenze, forse, condizioneranno il successo riproduttivo. Ma almeno dal punto di vista delle iniziative di protezione, i primi mesi del 2019 sono stati più che positivi. Lo dicono i numeri in arrivo dalla Valsabbia, e in particolare da Idro (ma non solo), sede della prima e più importante edizione locale del «Progetto rospi», dove nell’arco di una quarantina di nottate volontari di ogni genere hanno salvato dagli pneumatici degli autoveicoli poco meno di 16 mila esemplari di Bufo bufo: un autentico record mai toccato prima. Segno della buona salute della popolazione più «curata» del Bresciano, e segno del grande lavoro messo in campo da un gruppo eterogeneo di persone: a Idro hanno lavorato per la prima volta come graditissimi salvarospi ospiti e operatori della comunità terapeutica «Ai Rucc» di Vobarno, ed è stato confermato il contributo delle guardie ecologiche volontarie della Comunità montana della Valsabbia e dell’Alto Garda (quelle della Provincia sono intervenute per montare una parte delle barriere salva anfibi), dell’Enpa, della Lipu, della «Frog band» di Brescia, della Lac e della Guardia nazionale ambientale. E soprattutto c’è stato nuovamente il prezioso apporto di giovani e adulti del paese e di intere famiglie di Idro e del resto della Valsabbia. UN CONTRIBUTO è arrivato anche dalle scuole: quest’anno a Idro sono tornati in azione bambini (e genitori) e insegnanti della scuola elementare di Roè Volciano. Dopo una presentazione in classe della campagna hanno aiutato i volontari del Progetto rospi ad attuarla con una divertente e proficua serata di censimento e salvataggio degli animali lungo la strada tra Crone e Vesta. E poi hanno approfondito in classe il lavoro fatto realizzando un bellissimo poster a tema. Le scuole e le famiglie, però, hanno dato una mano alla natura a rischio anche altrove in Valsabbia. È successo a Barghe, dove Gaia, Nicola, Joshua e Chris, accompagnati dal padre dei primi due giovanissimi, Bruno Soardi, hanno visitato più volte il sistema di barriere e sottopassi allestito dalle Gev e dai volontari del paese nella località Ponte Re aiutando decine di rospi a raggiungere più facilmente il Chiese per deporre le uova. Ed è successo anche a Mura. IN ATTESA del completamento del sistema di protezione degli anfibi attorno al lago di Bongi che per ragioni tecniche potrà avvenire solo il prossimo anno, decine di bambini della elementare murense, genitori e insegnanti hanno partecipato nuovamente a una serata dedicata ai Bufo bufo, salvandone a decine dalle auto sull’asfalto e accelerando il loro viaggio riproduttivo verso l’acqua o il ritorno verso il bosco dopo la deposizione delle uova nel lago artificiale. •

Paolo Baldi
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