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18.03.2019

Salvare i rospi?
Un modo
per recuperarsi

Guardie ecologiche e volontari della «Gna» al lavoro a IdroLa sede della Comunità «Ai Rucc» di Vobarno
Guardie ecologiche e volontari della «Gna» al lavoro a IdroLa sede della Comunità «Ai Rucc» di Vobarno

Molti anni fa, quando ha iniziato a diffondersi con tante iniziative in mezza Italia, il «Progetto rospi» era un’iniziativa per pochi intimi, e i volontari che in primavera percorrevano di notte le strade per salvare gli anfibi da automobili e camion erano, quando andava bene, considerati come dei matti. Oggi la situazione è cambiata: i progetti pro anfibi godono di ribalte televisive, coinvolgono intere famiglie, trovano l’appoggio degli enti locali e diventano anche occasioni di integrazione. Sta per succedere ancora a Idro, sede della prima campagna provinciale dedicata a rospi, rane e dintorni. Negli ultimi due anni, i lavori di posa e smontaggio delle barriere temporanee che servono a deviare la marcia dei piccoli animali dall’asfalto (e a indirizzarla verso un sistema di sottopassi) hanno visto anche la collaborazione dei richiedenti asilo ospiti di una struttura di Anfo, presenti pure alle serate di salvataggio e censimento. Quest’anno, invece, le guardie ecologiche della Valsabbia e gli altri volontari saranno ben felici di accogliere tra i salvarospi gli ospiti (e gli operatori) della Comunità di recupero per tossicodipendenti «Ai Rucc» di Vobarno. L’incontro con i nuovi potenziali volontari è avvenuto poche sere fa nella sede della storica Comunità che si affaccia sui primi metri della Val Degagna, e la risposta al suggerimento di fare qualcosa di importante per la natura è stata immediata e positiva. UN GRAZIE anticipato agli ospiti e ai responsabili della cooperativa vobarnese, mentre un ringraziamento per quello che ha già fatto va a una famiglia di Barghe che ha preso a cuore la seconda campagna di protezione degli anfibi avviata solo lo scorso anno lungo la provinciale 237, in località Ponte Re. In febbraio le Gev e i volontari della Protezione civile e degli Alpini del paese, insieme a sindaco, vicesindaco attuale e passato, hanno rimontato oltre 500 metri di barriere per indirizzare rospi e rane verso due sottopassi della provinciale, e nei giorni scorsi, accompagnati dal padre Bruno Soardi, Nicola (quinta elementare), la sorella Gaia che frequenta la prima superiore e un’amica e coetanea di quest’ultima (Sara), hanno fatto un paio di uscite a Ponte Re. Nella prima hanno aiutato nel loro viaggio verso il Chiese 22 rospi; nella seconda faceva troppo freddo e non c’erano animali. Così hanno sistemato le barriere destabilizzate dal vento. TORNANDO a Idro, la posa del sistema di barriere temporanee è stata curata quest’anno dalle guardie ecologiche della Comunità montana della Valsabbia, dai volontari della Guardia nazionale ambientale e dagli Alpini del paese, mentre a Mura, sede del terzo «satellite» valsabbino del Progetto rospi, c’è stato un problema nella consegna del materiale per l’allestimento del sistema di protezione attorno al lago di Bongi (pagato da Comunità montana, Enel Green Power e Comune) ed è in atto una corsa contro il tempo per rimediare. Nonostante il guaio tecnico, le «nozze» notturne dei rospi di Bongi avranno ancora come spettatori i bambini dell’elementare di Mura, che verranno accompagnati nei prossimi giorni a vedere la migrazione riproduttiva direttamente dove si svolge dai volontari del Progetto rospi. I bambini hanno già assistito a una spiegazione in classe del fenomeno, e lo stesso è avvenuto anche nella elementare di Roè Volciano e avverrà in quella di Barghe e di Idro. Infine, proprio Idro sarà lo sfondo di una seconda uscita didattica notturna dedicata alla scoperta del popolo del fango. •

Paolo Baldi
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