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04.01.2020 Tags: Valsabbia

Il crollo dei negozi di vicinato: appello dalla Valle Sabbia

I piccoli negozi stentano sempre più a sopravvivere, vittime della concorrenza dei centri commercialiIl sindaco Onorio Luscia
I piccoli negozi stentano sempre più a sopravvivere, vittime della concorrenza dei centri commercialiIl sindaco Onorio Luscia

È uno stillicidio senza fine. L’ultima a gettare la spugna è stata una macelleria di Vobarno. Per i negozi di vicinato il futuro è sempre più nero e di riflesso per le comunità, soprattutto quelle più piccole, che perdono importanti pezzi della loro storia e servizi indispensabili. COSÌ DA SABBIO CHIESE parte il grido d’allarme del sindaco Onorio Luscia che invita alla mobilitazioni, ad un maggiore sforzo per difendere i piccoli negozi. «Posto che in provincia nel 2009 c’erano oltre 16mila negozi di vicinato che 10 anni dopo sono diventati 14.114, con un calo di 2.473 unità, il 15% per cento - avverte il primo cittadino - nella nostra realtà il saldo tra chiusure e aperture è ancora positivo. Ma è indubbio che la crisi c’è e si sente, in molto casi attività storiche a conduzione famigliare sono messe a rischio dall’espansione dei centri commerciali, dal peso fiscale e dalla crisi economica che non passa. Al corrente delle difficoltà il Comune ha avviato iniziative a incentivare e favorire l’apertura di negozi anche con contributi economici sovraccomunali a fondo perduto che proporremo perché il negozio di vicinato, stretto nella morsa dei centri commerciali, va mantenuto vivo per il prezioso servizio che dà alla collettività. Per questo implementeremo il tessuto commerciale, migliorando l’attrattività e promuovendo il riuso di locali vuoti. È vero che in un momento in cui c’è crisi nazionale del settore a Sabbio arrivano segnali positivi con nuove attività che si insediano, in molti casi grazie a giovani coraggiosi». «Ma guai ad abbassare la guardia. Questi negozi - ammonisce Luscia - sono centrali nel tessuto economico ma anche sociale per le forti relazioni che istaurano, e civile. Per questo serve l’aiuto di noi tutti. Dobbiamo ben valorizzare utilità, comodità e vicinanza di essi, ben diverse dalla spersonalizzazione dei centri commerciali dove siamo solo numeri. Nel negozio di vicinato ci sono dialogo, confronto e miglior qualità della vita. Per questo invito tutti a non abbandonare il piccolo negozio, perché altrimenti non avrà altra scelta che chiudere. Aiutare il piccolo negozio sotto casa - ammonisce Luscia - vuol dire tener vivo il paese, salvare la nostra economia, mantenere la nostra identità. Solo se i cittadini faranno la loro parte nel sostenere i negozi di vicinato, noi salveremo il paese». •

Massimo Pasinetti
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