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23.02.2020 Tags: Valsabbia

L’ex centrale è pronta ma la caccia alle idee non è ancora terminata

Uno scorcio dell’interno della ex centrale di Barghe
Uno scorcio dell’interno della ex centrale di Barghe

Alcune attività legate al sociale sono già operative, e presto partiranno dei corsi di formazione professionale e verrà offerto spazio a un progetto dedicato ai giovani con il lancio di una start up. Succede e succederà nella ex centrale idroelettrica di Barghe appena ristrutturata, e presentata ufficialmente ieri nella nuova veste. Quelle citate sono alcune delle cose che verranno realizzate nei locali dell’ex sito industriale; ma il concorso di idee non è ancora chiuso, e il percorso partecipato per dare una destinazione a questo grande contenitore prosegue. GLI AMBIENTI ristrutturati sotto la direzione dell’architetto Davide Baretto sono il risultato di un progetto che, pur rispettando la storia, ha dato vita a spazi fruibili in sintonia con le nuove necessità. Il lavoro, portato a termine in un anno rispettando i tempi prefissati, è frutto della collaborazione di enti pubblici e privati, di cooperative, imprenditori e scuole che grazie al sostegno economico della Fondazione Cariplo hanno fatto squadra. All’inaugurazione c’erano tutti gli attori principali del progetto. Giovan Maria Flocchini, presidente della Comunità montana, proprietaria dell’immobile, ha parlato di «una sfida vinta, un modello che ha dato risultati importanti», mentre il sindaco di Barghe Giovan Battista Guerra ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti ricordando che «siamo arrivati a una soluzione perché ci abbiamo creduto e abbiamo ascoltato le istanze del territorio grazie al percorso partecipato. Sono orgoglioso di essere qui a chiudere una fase perché se ne apra un’altra». Intando la coop Cogess ha già iniziato a lavorare qui creando anche una stanza sensoriale per aiutare i ragazzi autistici. Soddisfatti Elena Jachia, direttore dell’area Ambiente della Fondazione Cariplo, che ha finanziato il progetto per il 70%, e Andrea Mariotto, responsabile del processo partecipato. «È stata un’esperienza istruttiva - ha commentato quest’ultimo -, ma il processo partecipato vero inizia adesso. Questo punto centrale deve fare da polo d’attrazione per i giovani».

M.ROV.
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