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25.07.2020

«La cultura salverà Brescia»

La delegazione di amministratori regionali in visita alla Rocca d’AnfoL’assessore Bruno Stefano Galli al museo archeologico di Gavardo
La delegazione di amministratori regionali in visita alla Rocca d’AnfoL’assessore Bruno Stefano Galli al museo archeologico di Gavardo

Mila Rovatti Alessandro Gatta Dalla Rocca d’Anfo a quella di Manerba, passando per l’Ecomuseo del Botticino e il Museo archeologico della Valsabbia: la Lombardia riparte dalla cultura. Questo il «mood» del tour di 12 ore dell’assessore regionale alla Cultura Stefano Bruno Galli. «Siamo di fronte alla più grande crisi economica dalla Seconda guerra mondiale - ha detto Galli ieri - e come già fatto dai nostri padri e dai nostri nonni dobbiamo ripartire da qui, dalla cultura, la musica, il teatro. Parlando di turismo, sappiamo che quest’anno di stranieri ne vedremo pochi: sarà il nostro anno zero, dobbiamo affrontare con ottimismo la seconda parte della stagione e far capire ai lombardi quanto c’è di bello nella nostra Lombardia». La tappa alla Rocca d’Anfo non è stata solo promozionale. Nell’occasione è stato ufficializzato il passaggio del monumento dall’egida dell’assessorato regionale alle Infrastrutture a quello alla Cultura chiamato ad occuparsi del rilancio turistico della fortezza. Alla visita, guidata dal presidente della Comunità montana della Valsabbia Giovan Maria Flocchini hanno partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura Fabio Rolfi e il consigliere del Pirellone Floriano Massardi e i sindaci di Anfo e Idro Umberto Bondoni e Aldo Armani. «Conclusi lavori di messa in sicurezza – ha spiegato Flocchini – ora ci concentreremo sulla valorizzazione storico culturale della Rocca, sul rilancio turistico». Dopo un giro in battello sull’Eridio e una tappa alla chiesa di Santa Maria, la delegazione guidata da Galli ha fatto tappa alla Pieve di Crone, al Museo archeologico di Gavardo, fondato da Piero Simoni che da pochi mesi ha compiuto 100 anni (e ha pure sconfitto il Covid), all’Ecomuseo del Botticino di Prevalle e infine alla Rocca di Manerba, con passaggio obbligato al Museo archeologico e passeggiata vista lago. «La Valsabbia ha enormi potenzialità ancora inespresse ed è nostro compito fare quanto possibile per farle emergere», ha rimarcato Massardi. «La Rocca d’Anfo può diventare il simbolo della Valsabbia che riparte – ha detto ancora Galli – per la sua conformazione che permette visite in tutta sicurezza, nel rispetto delle norme anti-Covid. Così come la Rocca di Manerba, che racconta storie antiche e recenti, come del record del maresciallo Francesco Agello, un eroe tutto lombardo». Lunga vita ai musei, ma attenzione: «Saremo sempre al fianco delle nostre strutture – chiosa Galli – ma è chiaro che anche i musei devono garantire una gestione virtuosa, in autonomia». •

Mila Rovatti Alessandro Gatta
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