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08.11.2019

La sp 31 riapre dopo dodici mesi Ma la soluzione è temporanea

Per la riapertura completa bisognerà attendere ancora 12 mesi
Per la riapertura completa bisognerà attendere ancora 12 mesi

Era stata chiusa a fine febbraio a causa di uno smottamento che ha abbassato la strada stessa di circa 20 centimetri senza che neanche piovesse. E ieri ( dopo più di 250 giorni di totale chiusura al traffico), visto che i sensori posizionati a suo tempo hanno dimostrato come nell’arco degli ultimi mesi il movimento franoso verso valle si sia arrestato, la Sp 31 ha riaperto. Seppur a senso unico alternato, regolata da un doppio impianto semaforico. Era molto attesa questa riapertura, che ora consente ai bionesi della Pieve ed alla gente che dal Savallo (principalmente da Casto e Mura) transitava per Bione Pieve, di arrivare con facilità ad imboccare la provinciale 79 che da Sabbio Chiese facilita l’arrivo a Lumezzane. CHI SI AUGURA che si tratti della fine di un pesante disagio si sbaglia. Questa soluzione di riapertura è comunque nata temporanea, visto che la durata prevista dall’accordo tra il Comune e la Provincia è pari ad un anno ed il passaggio è consentito solo alle automobili, mentre tra i mezzi pesanti possono passare esclusivamente agli autobus. Sarà poi la Provincia che dovrà decidere in seguito come proseguire sulla strada di una definitiva e miglior soluzione di transito. «Dopo le verifiche a cura del geologo, effettuate direttamente da noi con l’aiuto della Comunità Montana valsabbina e trasmesse poi in copia alla Provincia, e dopo l’incontro con i tecnici della Provincia stessa- spiega il sindaco di Bione Marco Zanotti- Abbiamo chiesto noi l’apertura temporanea almeno per un anno. Abbiamo poi acquistato, con una spesa di 2mila euro, l’impianto semaforico, che poi terremo a disposizione se in futuro dovesse ancora servire, per il quale abbiamo richiesto l’allacciamento della corrente, anch’essa a nostro carico». LA PROVINCIA di Brescia invece si occuperà della cartellonistica posata e dei new-jersey. In questo caso si è trattato di un vero e proprio caso di riciclo. Si sono infatti riutilizzati quelli che prima tenevano chiusa la strada. Si guarda il bicchiere mezzo pieno, anche se si vorrebbe finalmente una soluzione definitiva. «Alla fine, ci sentiamo abbastanza soddisfatti della soluzione- spiega Zanotti - Anche se, va detto, non c’è ancora alcuna ipotesi di intervento risolutivo ne un’idea di dove trovare eventualmente i tanti soldi necessari alla Provincia per realizzarlo. L’obiettivo dev’essere quello di far ritornare la strada di nuovo percorribile da parte di tutti: da ogni tipo di mezzo leggero e da parte di quelli pesanti che già prima la percorrevano». •

Massimo Pasinetti
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