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05.01.2020 Tags: Valsabbia

Lago d’Idro, sentenza tardiva

Uno scorcio dell’Eridio
Uno scorcio dell’Eridio

Quando si parla di tempi della giustizia... Sono serviti ben 5 anni al Tribunale superiore delle acque per rigettare i ricorsi riuniti del Comune di Idro e degli Amici della terra che si opponevano, anche se con motivazioni diverse, alla realizzazione delle nuove opere di svaso del lago d’Idro. Una decisione insieme tardiva e pure «inutile», perché arrivata quando pare che il progetto in questione non esista più; o meglio che sia tutto da rifare. Se gli amministratori locali fossero stati in possesso di informazioni ufficiali a questo proposito, il Tribunale avrebbe anche potuto risparmiare tempo. Ma veniamo ai ricorsi, che in sintesi chiedevano l’annullamento della conferenza di servizi in cui era avvenuta l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione di terza galleria e nuove paratoie di Idro, sempre vendute dalla Regione come interventi per la sicurezza, e l’annullamento del famoso Accordo di programma del 2008 firmato dalla Regione e dalle amministrazioni locali per autorizzare i cantieri. Secondo il Tribunale, il «Gruppo Amici della terra lago d’Idro - Valle Sabbia presieduto da Gianluca Bordiga non sarebbe legittimato ad agire in giudizio», mentre il ricorso dell’amministrazione comunale di Idro viene respinto nel merito perché «il Comune non ha proposto modifiche progettuali concrete, inoltre la savanella, tanto contestata dal Comune, servirebbe solo a garantire una miglior laminazione delle piene, e in caso non fosse realizzata ne andrebbe della sicurezza degli abitanti, non sarebbe inoltre dimostrata la malafede dell’azione amministrativa della Regione Lombardia». QUESTA è una sintesi delle 32 pagine con cui la magistratura delle acque pubbliche ha rimandato le richieste ai mittenti. 32 pagine apparse prima della fine dell’anno dopo che, appunto, il progetto si era autoeliminato; e dopo che la Regione aveva soppresso la procedura progettuale per sviluppare una nuova ipotesi che a oggi non è ancora nota. E dopo la revoca dell’incarico a Infrastrutture lombarde e l’avvio alla procedura per la risoluzione del contratto con Itinera, l’impresa titolare dell’appalto. •

M.ROV.
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