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12.07.2019

Lavenone, il bar Cogess finisce ancora nel mirino È il terzo saccheggio

Ester e Daris nel bar Cogess di Lavenone nuovamente svaligiato
Ester e Daris nel bar Cogess di Lavenone nuovamente svaligiato

La prima volta poteva essere stato un errore, ma ormai i furti subiti dal «Cogess bar Non solo bar» di Lavenone sono diventati tre (due portati a termine la scorsa estate), ed è chiaro ormai che la criminalità non si ferma neppure davanti alla certezza di danneggiare un prezioso progetto sociale. Il raid è avvenuto di notte, ed è stato denunciato (come quelli dell’agosto e del settembre 2018) ai carabinieri di Idro, che ora stanno indagando. E ha regalato molta amarezza: «Tre furti ai danni di una struttura come la nostra - commenta Angelo Tosana, presidente di Cogess -, una cooperativa sociale con lo scopo, nell’ambito di Labis, dell’inclusione sociale delle persone con disabilità che ospitiamo, non fanno bene al morale. Non abbiamo scopo di lucro, vogliamo solo far sì che i nostri ragazzi, una quindicina, che si alternano a servire al bar insieme ai nostri educatori, possano essere inclusi, non esclusi come a volte avviene». Anche l’ultimo colpo ha reso poco all’autore di un gesto di cui ci si può solo vergognare. Ma ha danneggiato molto la coop, che deve aggiustare le cose rotte e riacquistare la merce rubata, e che ci ha rimesso molto di più psicologicamente: «Sono cose che segnano noi educatori - commenta Ester, una delle bariste - ma soprattutto i ragazzi, che percepiscono il brutto clima che si respira dopo». IL BAR COGESS di Lavenone, quest’anno alla quarta stagione estiva, oltre ad avere una funzione sociale nei confronti degli assistiti ne ha anche un’altra verso la comunità, che senza questa realtà non avrebbe un bar: «Siamo aperti dalle 8 a mezzanotte. Poi organizziamo feste e raccolte fondi, e offriamo anche un servizio di catering. E una volta alla settimana qui si tengono anche laboratori specifici per gli ospiti di Cogess. Questa volta - spiega il vicepresidente Francesco Galelli - hanno aperto una finestra e forzato sia le lamiere d’accesso al bancone sia la cassa per portar via 30 euro. Ma a noi è costato molto di più aggiustare quanto hanno rotto. Certo non sono ladri professionisti, semmai dei vandali senza ritegno che colpiscono al cuore una realtà sociale. Da vergognarsi».

M.PAS.
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