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26.07.2020

Le Mamme del Chiese scrivono a quelle del lago «Non tradite i vostri figli»

Per le Mamme del Chiese il progetto danneggerà anche il Garda
Per le Mamme del Chiese il progetto danneggerà anche il Garda

Le Mamme del Chiese lanciano un appello a quelle del Garda. Il giorno dopo la fiaccolata a Villanuova, che ha ribadito la contrarietà al progetto di costruzione di due depuratori a Gavardo e Montichiari per smaltire i reflui fognari dei Comuni della sponda bresciana del Benaco, «sentiamo la necessità di fare alcune riflessioni, non tanto sulle questioni prettamente tecniche, ma per manifestare le nostre perplessità su chi, a nostro avviso, avrebbe tutte le carte in regola per esprimere la propria opinione e che invece, ostinatamente, tace». «Comitati, associazioni, sindaci e semplici cittadini sono insorti a difesa del fiume Chiese, documentando in ogni sede le sue criticità e l’inidoneità a svolgere la funzione prevista dal progetto di Acque Bresciane - si legge nel documento firmato da Piera Casalini e Roberta Caldera a nome di centinaia di mamme -, ponendo l’accento anche sulle fragilità del lago di Garda. Ciò a dimostrazione del fatto che chi per principio difende l’ambiente, non si pone confini geografici». PER QUANTO RIGUARDA il lago, «se è vero che è urgente riportarlo ad una qualità ecosistemica tale da renderlo in ogni suo aspetto quel gioiello che tutti vogliamo che sia, ci chiediamo come mai a sostenere questo indiscutibile assunto non insorgano anche tutti i cittadini dei Comuni del Benaco, se non altro per sostenere i loro comitati che da anni denunciano i problemi del Garda, e che la soluzione non è quella di spostare il problema nel bacino del Chiese». Per questo - scrivono le Mamme del Chiese - «vogliamo lanciare un appello a tutte le mamme del Garda e a tutti i cittadini che hanno a cuore il benessere ed il futuro del proprio territorio. Non facciamoci imporre dall’alto scelte poco oculate e non lungimiranti. Focalizzarsi a godere di quanto il lago offre nel presente, senza avere una visione di quanto potrà accadere in futuro se determinati problemi non verranno risolti, significa non avere la consapevolezza che i danni procurati all’ambiente portano sempre inevitabilmente con sé danni economici di difficile soluzione». Il progetto presentato - sottolineano le Mamme del Chiese - «non depura una sola goccia dell’acqua del lago, lasciando irrisolti tutti i gravi problemi di inquinamento, sversamenti abusivi, e tutto quanto lo rende un ecosistema fragile e a rischio, con l’aggravante di coinvolgere l’attiguo bacino del Chiese quale sede dei due depuratori e corpo recettore per i reflui depurati».L’ultimo appello è al ministro Sergio Costa, «che dimostri alle mamme che al primo posto c’è davvero la salvaguardia dell’ambiente. Ci sia il coraggio di cambiare rotta, con scelte coraggiose e determinate». © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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