Lo spaccio era affare di famiglia

I carabinieri hanno stroncato un giro di spaccio a gestione familiare
I carabinieri hanno stroncato un giro di spaccio a gestione familiare

Prima è stato fermato il padre trovato in possesso di un paio di grammi di cocaina e di mille euro in contanti, poi è stata la volta del figlio che nella sua camera da letto aveva 35 dosi, circa 28 grammi, di polvere bianca già confezionate e pronte per essere vendute. Entrambi sono stati arrestati mercoledì dai carabinieri a Nuvolento, il paese dove vivono. Il padre, artigiano 51 enne con alle spalle diversi precedenti, dopo la direttissima di ieri si trova sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora mentre per il figlio, un operaio di 25 anni, il giudice al termine dell’udienza di convalida ha disposto i domiciliari. Il primo a finire nella rete dei carabinieri è stato il 51 enne. Su di lui da qualche tempo si erano accesi i riflettori dei militari. Mercoledì l’uomo è stato fermato per un controllo, ha attirato l’attenzione dei carabinieri con una manovra azzardata, e dentro l’auto aveva tre grammi di cocaina oltre a mille euro in contanti. «Lo stupefacente è il mio, l’ho comprato da uno spacciatore - ha raccontato in aula l’artigiano - Il denaro invece è un pagamento in nero che ho ricevuto per un lavoro». La perquisizione si è quindi spostata nella casa che i due dividono a Nuvolento. In camera del ragazzo i carabinieri hanno trovato le 35 buste di cocaina già confezionate per finire sul mercato dello spaccio. Per entrambi sono così scattate le manette per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. La coca e il denaro sono finiti sotto sequestro, padre e figlio sono invece stati arrestati. Ieri mattina in tribunale si è svolta la direttissima. L’arresto è stato convalidato per entrambi così come chiesto dal pm che per il più giovane avrebbe voluto la misura del carcere. Il giudice li ha rimandati tutti e due a casa: il padre con l’obbligo di dimora, il figlio ai domiciliari. •

PA.CI.