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10.08.2020

Nuvolera, via dei Marmi diventa una galleria

Una delle opere in botticino della galleria all’aperto di Nuvolera
Una delle opere in botticino della galleria all’aperto di Nuvolera

Non sono poche le persone che hanno apprezzato in questa estate di rilancio il nuovo aspetto di via dei Marmi di Nuvolera. Staccandosi dalla provinciale 116 questa strada porta nella valle di Nuvolera è stata «arredata» con tre opere di scultura contemporanea realizzate in marmo di Botticino da artisti bresciani. La prima, firmata Giuseppe Moretti, è stata piazzata davanti all’impresa di trasporti Luciani, si intitola «La pelle» e rappresenta i volti opposti di un uomo e di una donna. In fregio all’azienda Marangoni Fratelli, al civico 91 di via dei Marmi, Dante Colosio espone invece una ruota con oltre 100 lamelle troncoconiche nata dall’estrazione di un eccezionale blocco marmoreo durata ben 198 giorni ed eseguita a mano. Il blocco tondeggiante, che potrebbe richiamare un mollusco fossile, pesa quasi due tonnellate ed è stato cavato a Nuvolera dalla storica Molvina Marmi. Solo pochi metri più avanti, all’altezza del laboratorio Busi c’è la riproduzione di un Moai, un’opera in pietra tipica della remota isola di Pasqua. Anche in questo caso si tratta di un monolite, ovvero di un blocco unico di preziosa pietra calcarea di Botticino con un peso che supera le sei tonnellate. La collocazione di queste tre grandi opere lungo una delle strade simbolo dell’attività estrattiva del Botticino è diventata possibile grazie alla disponibilità dei frontisti, ma soprattutto all’organizzazione curata dall’assessorato comunale alle Cave guidato da Nicola Bianco Speroni e al patrocinio del Consorzio dei cavatori della Valle di Nuvolera, dal Consorzio marmisti e dall’Ecomuseo del Botticino. «QUESTA mostra territoriale diffusa - spiega proprio Nicola Bianco Speroni - è stata pensata per promuovere il pregiato marmo che qui si produce, un comparto che sta vivendo una fase critica a causa della congiuntura economica. Ma è anche nata per valorizzare, accanto alle figure degli scultori, questa strada che, come una vena, attraversa il bacino». •

C.CA.
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