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10.06.2019

Pertica Alta, una memoria che guarda al futuro

Las presentazione del Centro studi di Livemmo
Las presentazione del Centro studi di Livemmo

Uno degli strumenti utili alla sopravvivenza delle piccole comunità è rappresentato dalla memoria. Da una memoria non statica e solo musealizzata, ma fonte di progettualità per il futuro. È da questa consapevolezza che a Livemmo di Pertica Alta è nato ed è appena stato aperto al pubblico il «Centro interattivo di studi museali della cultura prealpina», un contenitore creato, spiega il sindaco confermato Giovanmaria Flocchini, per «mantenere vivo il patrimonio delle Pertiche raccogliendo materiale video e strumenti interattivi da mettere a disposizione di chiunque voglia studiarli». QUESTO è e sarà insomma un contenitore di notizie sulla vita contadina e nelle malghe, sul forno fusorio che ricorda il lungo passato siderurgico di questa valle periferica e sul tradizionale e spettacolare Carnevale, secondo in valle solo a Bagolino. Ma anche sul dialetto delle Pertiche e sugli aspetti artistici e architettonici del territorio. Senza dimenticare le informazioni sul fenomeno della massiccia emigrazione che nel secolo scorso aveva finito per dimezzare la popolazione delle piccole borgate esistenti. «NON UNO SPAZIO museale tradizionale e neanche una semplice esposizione di reperti del passato - aggiunge Flocchini -; ma invece un laboratorio dinamico di proposte per vivere al meglio questo territorio, nella convinzione che abbia molto da conservare ma anche molto da dare in futuro». L’inaugurazione dei giorni scorsi ha visto il parroco don Lorenzo Emilguerri benedire gli spazi, che saranno aperti al pubblico nel weekend dei mesi estivi, presenti il sindaco e la vice Brunella Brognoli e gli storici Alfredo Bonomi, Giuseppe Biati e Alessandro Darra (del Comitato scientifico che ha raccolto la documentazione) e Michela Valotti (quest’ultima anche coordinatrice del Sistema museale valsabbino); ma anche alpini, studenti e cittadini. L’allestimento è costato oltre 40 mila euro, a partire dal recupero dell’edificio grazie a un finanziamento al 50% della Fondazione Cariplo. L’altra metà, a carico del Comune, ha beneficiato comunque dei contributi di Comunità montana e Regione. IL CONTENITORE di Livemmo ospita un patrimonio che nei programmi sarà in continuo aggiornamento, a disposizione non è solo delle Pertiche e della Valsabbia, ma di tutti i ricercatori a qualsiasi livello. «Soprattutto - ha concluso il sindaco Flocchini durante la vernice -, questo vuole essere un pensatoio sul futuro per le nuove generazioni». •

Massimo Pasinetti
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