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04.03.2020 Tags: Valsabbia

Provaglio ricorda i martiri di Cesane a ranghi «ridotti»

Arriva da Cesane di Provaglio Valsabbia la nuova «vittima» del coronavirus. Non si tratta di un contagiato, ma degli effetti sulle manifestazioni pubbliche delle direttive regionali legate alla sicurezza e al contenimento dell’epidemia. A farne le spese saranno le celebrazioni per ricordare il 75esimo anniversario dell’assassinio di 10 giovani partigiani della settima Brigata Matteotti eliminati dai fascisti il 5 marzo del 1945. L’epidemia le farà saltare (o forse solo rimandare) per la prima volta nella storia di questo appuntamento, consolidato dal 10 marzo del 1946. QUESTA commemorazione è molto sentita dalla gente di Provaglio e della Valsabbia in generale: «Siamo costretti a rimandarla a data da destinarsi, ma con la certezza - spiega il sindaco provagliese Massimo Mattei - che non appena sarà possibile questo evento, in cui crediamo molto, verrà celebrato». Sul quando non ci sono indicazioni di sorta, vista la difficoltà di trovare un’altra data in grado di far incontrare, oltre a un buon numero di sindaci valsabbini, anche altri amministratori bresciani sempre presenti; insieme ai presidenti della Comunità montana della Valsabbia e dell’Anpi provinciale e al coordinatore provinciale delle Fiamme verdi. «Domenica comunque - prosegue Mattei - una nostra delegazione, 4 o 5 persone, salirà a Cesane per deporre una corona di fiori lì dove avvenne l’eccidio. Perché vogliamo dare un segnale: all’oblio, pur di fronte al coronavirus, noi anteporremo sempre il ricordo». La storia che si vuole ricordare? All’alba del 5 marzo di 75 anni fa 10 ragazzi della settima Brigata Matteotti, tutti tra i 19 e i 25 anni, con un catanese, un belga e una Fiamma verde, furono catturati e assassinati dal 40esimo battaglione camicie nere di stanza a Idro. Erano Amilcare Baronchelli, Arnoldo Bellini, Angelo Bruno Cocca e Luigi Cocca, Teodoro Copponi, Pierre Lanoy (belga), Alfredo Poli (la Fiamma verde), Gaetano Resa, Ferruccio Vignoni e il comandante Domenico Signori. •

M.PAS.
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