Ricordi di guerra, Collio vive un’emozione

L’assegnazione della Croce al Merito al soldato vobarneseIl nipote Lorenzo Salvadori con la moglie mentre mostra la piastrina
L’assegnazione della Croce al Merito al soldato vobarneseIl nipote Lorenzo Salvadori con la moglie mentre mostra la piastrina

È una storia di affetti devastati dalla guerra e di legami rinsaldati quella che arriva da Collio di Vobarno. Qui, dopo 78 anni i discendenti hanno potuto stringere un oggetto che ha ridato vita al ricordo di un soldato morto lontano. Si chiamava Francesco Salvadori, era nato nel luglio del 1917 e nel ’41 era partito per la folle campagna di Russia con i fratelli Battista, classe 1914, Attilio, del 1919, e col cugino Ottorino. Tornarono dalla Russia solo Battista, che però fu deportato in Germania e morì prigioniero dei nazisti, e Attilio, l’unico che poté raccontare. DI QUELLA famiglia rimasero solo il fratello Ernesto, morto giovane per una malattia, e la sorella Margherita, che è scomparsa qualche anno fa. Ufficialmente Francesco, fante dell’80esimo reggimento Roma aggregato alla divisione Pasubio, era finito tra i dispersi in Russia. Fino al 2018, quando la signora Enia, una pugliese responsabile del gruppo «Armir il ritorno dall’oblio», è riuscita a entrare in possesso della piastrina di riconoscimento del militare, ritrovata in una fossa comune vicina alla città di Voronez, attraversata da un fiume che pochi chilometri dopo confluisce nel Don. Successivamente la cacciatrice di memorie ha contattato Roberto Viani, maggiore della riserva degli alpini, e quest’ultimo si è rivolto al vobarnese Gilberto Salvi, originario di Pompegnino ma ora residente a Collio. In breve tempo Salvi ha rintracciato i parenti più prossimi del disperso, ovvero il nipote Lorenzo Salvadori con la moglie Adriana, e la cognata Domenica che il prossimo 4 febbraio compirà 100 anni, rispettivamente figlio, nuora e moglie di Attilio, l’unico fratello uscito vivo dalla guerra, e ha dato loro la notizia del ritrovamento della piastrina di Francesco poi consegnata. «Questa cosa ci ha molto sorpresi ma soprattutto ci ha emozionati - commenta il nipote Lorenzo oggi 72enne -. Per un po’ di giorni sono stato agitatissimo: non vedevo l’ora che la piastrina arrivasse. Di zio Francesco, ma anche di zio Battista ho sempre sentito parlare da mamma e papà. Quando l’era del covid sarà finita organizzeremo una grande cerimonia per ricordare lo zio». •

Massimo Pasinetti