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01.12.2020 Tags: Vobarno

Scuola, rientri saltati Pavoni prende tempo

La «seconda puntata» di una serie che probabilmente sarà lunga sul caso Vobarno è rappresentata da una lettera: una comunicazione inviata alla preside Elena Raggi, dirigente della scuola media «Migliavacca» interessata dalla riqualificazione e quindi dal trasferimento degli studenti durante i lavori, dal sindaco Paolo Pavoni. Il primo cittadino analizza dal suo punto di vista il problema scuole, e spiega come verrà risolto in fretta. Il testo è stato postato anche sul sito del Comune perché tutti possano leggerlo. «LA LOMBARDIA passa da zona rossa a zona arancione, col rientro alla didattica in presenza anche delle seconde e terze medie. Com’è noto - scrive Pavoni - la scuola media ora non è in uso perché lì ha luogo l’intervento di riqualificazione generale appena avviato. Per questo il Comune mette a disposizione 3 locali comunali in cui ospitare le 9 classi in questione». Si tratta dell’ex Itis, già in uso per le classi prime, dell’ex palazzo comunale e della biblioteca civica. «Rammento che le soluzioni per assorbire lo spostamento di classi durante il lavori erano già programmate (nell’edificio degli ex servizi demografici del Comune in Largo Donatori di Sangue), ma poi si sono rivelate non percorribili a causa delle nuove misure della normativa d’emergenza per il Covid-19, che ha imposto parametri più restrittivi sulle dimensioni degli spazi a uso didattico. I cambiamenti sono stati comunicati solo a fine estate; quindi, per far fronte alle nuove necessità non si è potuto fruire di tempo sufficiente». «Proprio i tempi stretti, non sufficienti ad agire per una nuova soluzione - dice il sindaco - hanno causato la situazione attuale, che avrà risposte in tempi brevi. Consapevole che la dislocazione su 3 diverse sedi può comportare criticità e disfunzioni sul piano didattico e operativo, invito la preside a valutare se nelle 3 sedi vi sono le condizioni per una limitata prosecuzione delle attività in Dad per le due classi di cui si prevede la dislocazione in biblioteca. In questo modo si potrebbe mantenere la didattica in presenza solo su due plessi, l’ex Itis e l’ex palazzo comunale, mentre termina la sistemazione dell’ex palazzo comunale, già idoneo per dimensioni e caratteristiche a ospitare anche le classi ipotizzate in biblioteca. La prosecuzione in Dad delle lezioni durerebbe così per pochi giorni: quelli necessari per ultimare gli interventi nell’ex municipio». La risposta della preside? «Considerato il brevissimo tempo a disposizione mi riservo di verificare quanto propostomi. Ci sono problemi nella gestione di ingressi e uscite, trasporti e mensa, ma soprattutto per l’orario dei docenti in spostamento da una sede all’altra. Intanto seconde e terze continuano con la didattica a distanza». •

Massimo Pasinetti
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