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08.07.2020

Tutta Clibbio è in lacrime: «Era una persona speciale»

Flavio Bianchi aveva 53 anni
Flavio Bianchi aveva 53 anni

«Ci conoscevamo da sempre. E sempre insieme abbiamo lavorato insieme io, Flavio e Domenico, tutti Bianchi e tutti cugini di Clibbio». Il ricordo più struggente e genuino della vittima dello schianto di Prevalle è quello del cugino Sergio. Flavio aveva iniziato a lavorare alla Feralpi nel 1983, a Odolo. Poi nel 1985 aveva seguito l’azienda a Lonato assieme al cugino Domenico, oggi pensionato. Quindi era arrivato anche Sergio, ed avevano iniziato a lavorare assieme, nello stesso turno, formando la «squadra Bianchi». «SEMPRE INSIEME da 15 anni e il capo turno era proprio Flavio, una persona affidabile che sul lavoro perdeva il suo carattere gioviale per diventare serio e rigoroso», racconta Sergio. Per quasi tutto il loro periodo di lavoro i tre cugini, hanno viaggiato assieme da Clibbio a Lonato, scambiandosi di continuo il compito di guidare. «Flavio era persona speciale, simpatica, un motivatore, sempre pronto a dare una mano al prossimo e alla comunità», svela un altro cugino. Amava la campagna, si prendeva cura del verde, sapeva accudire le mucche e tagliava la legna come un boscaiolo esperto. Una volta andato in pensione meditava di allestire una fattoria. Era insuperabile nel cucinare lo spiedo. La sua opera era richiesta ad ogni festa o sagra di paese. Flavio era sposato con Barbara, anche lei una Bianchi di Clibbio, che lavora come operatrice scolastica nella sede di Vobarno dell’Iis «Perlasca. Oltre a lei lascia due figli, Alberto e Carlo, poco più che ventenni: il primo è diplomato cuoco, e da neanche un anno guida la sua trattoria «Silvana da Alberto» di Gazzane di Preseglie. Solo lo scorso anno ha partecipato alla trasmissione «Cuochi d’Italia« su Tv8 arrivando in finale. Alberto fa parte della compagnia teatrale «Gli anni d’Oro». Carlo invece ha appena conseguito la maturità all’Ipssar Alberghiero di Idro nel settore di Sala-bar, ed il suo sogno è di aprire presto un bar tutto suo. Almeno, prima che questo terribile tragedia sconvolgesse una famiglia profondamente unita.

Massimo Pasinetti
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