Un tuffo nel bello alla corte di una Manzoni

La signora Lucia Manzoni col marito Daniele RighettiL’esterno del rifugio Monte Stino come appare in questi giorni
La signora Lucia Manzoni col marito Daniele RighettiL’esterno del rifugio Monte Stino come appare in questi giorni

Gli appassionati di letteratura che amano la montagna sono avvisati: potete visitare una località splendida incontrandoci una discendente di Alessandro Manzoni. Manco a dirlo si chiama Lucia, e da quasi 7 anni gestisce il rifugio Monte Stino, sul monte che sovrasta Capovalle. È proprio il caso di dire che «da quel ramo del lago di Como» la signora Lucia è arrivata ai 1.500 metri di una località da cui si domina non un ramo, ma tutto il lago d’Idro. Nel maggio del 2014 lei e il marito Daniele Righetti, rifugisti da anni, erano alla ricerca di una nuova struttura da gestire: un posto in cui vivere e avere allo stesso tempo la possibilità di lavorare. Sono arrivati a Capovalle quasi per caso nel 2013, quando era ancora tutto in costruzione, e si sono innamorati del posto decidendo di trasferirsi qui con i due figli. Così hanno lasciato la Val d’Intelvi, in provincia di Como, si sono rimboccati le maniche e hanno dato il via alla loro attività valsabbina prendendo in gestione un rifugio aperto su un luogo incantevole, metà di escursionisti, sciatori che praticano il fondo e bikers. «Non mi sono mai fatta vanto di questa lontana parentela - racconta Lucia - ma stando all’albero genealogico di famiglia che una mia cugina trasferitasi in Francia ha molto a cuore, Alessandro Manzoni era un parente stretto di mio nonno Domenico Manzoni: io dovrei essere una pronipote». Forse il padre della signora doveva essere più fiero delle sue origini, visto che l’ha chiamata come la protagonista de I Promessi sposi e che l’altro figlio l’ha battezzato Renzo. ANCHE se non se ne vanta, qualcosa Lucia Manzoni lo ha ereditato dall’antenato, perché la scrittura è sempre stata una sua passione: da quando era ragazza scrive poesie e nel 2007 ha pubblicato la raccolta «Da orizzonti silenziosi un concerto di emozioni». Un volumetto che le è valso riconoscimenti anche in concorsi internazionali. Sono più di 380 le poesie che ha scritto, ma oggi la sua priorità è il rifugio, che prima della pandemia le stava dando grandi soddisfazioni. In questi giorni è calato in paesaggio fiabesco, e per ora, Dpcm permettendo, è aperto solo per l’asporto. •

Mila Rovatti