AMBIENTE

Veleni, attorno alla materna di Castrezzone tornano i fantasmi del passato

Scavi e ritrovamenti in un'area nella quale sarebbero stati smaltiti scarti di autodemolizioni e amianto. Bimbi e docenti evacuati, stop lezioni fino a lunedì
Muscoline  L’attività di ricerca dei rifiuti tossici interrati vicino alla scuola maternaI primi  ritrovamenti avrebbero confermato la segnalazione contenuta in una vecchissima denuncia
Muscoline L’attività di ricerca dei rifiuti tossici interrati vicino alla scuola maternaI primi ritrovamenti avrebbero confermato la segnalazione contenuta in una vecchissima denuncia
Muscoline  L’attività di ricerca dei rifiuti tossici interrati vicino alla scuola maternaI primi  ritrovamenti avrebbero confermato la segnalazione contenuta in una vecchissima denuncia
Muscoline L’attività di ricerca dei rifiuti tossici interrati vicino alla scuola maternaI primi ritrovamenti avrebbero confermato la segnalazione contenuta in una vecchissima denuncia

Bambini evacuati insieme al personale docente, niente scuola almeno fino a lunedì, ruspe in azione per tutto il giorno, e per finire, si fa per dire, i primi preoccupanti ritrovamenti (avvenuti nel pomeriggio), che sembrano dare corpo alle ormai datatissime voci relative a questa vicenda. Attorno alla scuola qualcuno avrebbe smaltito illegalmente del «car fluff», ovvero i residui non riciclabili della rottamazione degli autoveicoli. Ma anche, come ha comunicato nel tardo pomeriggio l’Arpa, amianto e altri materiali derivanti da demolizioni edili.

Riemergono i fantasmi ambientali di un passato triste a Muscoline, dove ieri mattina, chiudendo necessariamente la scuola materna «Marco Pedrali» di Castrezzone, si è provveduto a fare luce su un problema che si trascina da più di 20 anni; da quando, nel 1999, una denuncia anonima aveva rivelato la probabile presenza di rifiuti pericolosi in un’area verde nel perimetro dell’asilo. A questo punto sarebbe anche interessante capire perché il blitz sia scattato solamente ieri, con l’intervento in forze dei tecnici dell’Arpa, dei vigili del fuoco di Brescia con il nucleo Nbcr (Nucleare, biologico, chimico e radiologico) con ruspe e mezzi pesanti, dei carabinieri di Salò e Gavardo e del Nucleo investigativo di Brescia, dei carabinieri forestale e della polizia locale intercomunale di Calvagese e Muscoline: tutti coordinati dal pm Antonio Bassolino, titolare dell’indagine. 15 gli scavi effettuati: si è iniziato nell’area sottostante, dove si trovano i giochi dei bambini.

Qui non sarebbe emerso niente di che, se non residui di inerti e scarti di demolizioni edilizie. È infatti nella seconda parte, un’area verde a quanto pare appositamente interdetta da oltre un ventennio, che sarebbero emersi i rifiuti pericolosi di cui sopra: si tratta come detto di residui di rottamazione che includono guarnizioni, gomme, tessuti, plastiche e pneumatici, e che potrebbero rilasciare sostanze tossiche nel terreno, compresi i temibili Pcb. «Eravamo a conoscenza del fascicolo aperto ancora nel 1999 - spiega il sindaco Giovanni Benedetti - su cui avevamo richiesto approfondimenti non appena insediati, nella primavera di due anni fa. Ma dell’intervento odierno (ieri per i lettori), come tutti abbiamo saputo solo in mattinata. Ai genitori posso dire di stare tranquilli: l’asilo esiste da più di un secolo, quindi è sicuro e incontaminato. Se c’è qualcosa di pericoloso è in un’area circoscritta, verrà sicuramente rimosso e lo spazio bonificato». In pratica si tratta di un sequestro probatorio: anche l’allontanamento di bambini, maestre e dipendenti è stato richiesto non per eventuali rischi per la salute ma per il cosiddetto «rischio interferenziale» (tradotto: lasciateci lavorare). «Siamo felici che finalmente si affronti il problema - aggiunge Ivan Girelli, presidente della scuola materna nata nel 1919 - e che finalmente si trovi una soluzione a un problema che si trascinava da tanti, troppi anni. L’area interessata, lo ricordiamo, è dal giorno della prima denuncia che è inutilizzata e inutilizzabile; addirittura cintata per vietarne l’accesso a tutti». Riepilogando tutta la vicenda, alla denuncia del secolo scorso erano seguite rapide indagini della polizia locale, che aveva ricostruito la possibile presenza di inquinanti grazie a varie (e attendibili) testimonianze.

Da allora si è proceduto con molta calma, forse troppa. Ma di fatto ieri mattina qualcosa si è mosso definitivamente. Nel passato erano state convocate anche delle conferenze dei servizi sull’area sospetta, ribadendo la necessità di non utilizzare il terreno, e così è sempre stato fatto. Niente attività didattica per i bambini, dicevamo, almeno fino a lunedì: il tempo di rimuovere quanto recuperato e ripristinare i luoghi. Non è chiaro al momento cosa abbia fatto scattare il blitz tanto atteso: non risulterebbero infatti analisi realizzate in tempi recenti o altri aggiornamenti. Comunque sia, stavolta va bene così.•.

Alessandro Gatta

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