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13.05.2019

Obiettivo occupazione La Valsabbia insegna con un’azienda pubblica

I segnali positivi non mancano, ma c’è ancora molto da fare per migliorare una situazione occupazionale che in molte realtà territoriali resta critica. Cosa fare? Un’ipotesi sul tavolo è quella di creare una rete per vincere la disoccupazione? L’idea è di «Valle Sabbia solidale», un’azienda pubblica in capo alla Comunità montana della Valsabbia che per domani, nella sala consiliare di Nozza di Vestone, ha organizzato una full immersion sul tema. TECNICI e imprenditori sono stati cooptati per spiegare come sta l’occupazione in Valsabbia sulla base dei numeri e delle opportunità di lavoro esistenti. A presentare i risultati di un’indagine sul tema sarà Valerio Corradi, docente dell’Università cattolica di Brescia (insegna nel laboratorio di Ricerca e intervento sociale), e i lavori si svilupperanno dalle 9.30 alle 12.30. Il confronto sui dati e sulle prospettive coinvolgerà poi il presidente comunitario Giovanmaria Flocchini, quello di Valle Sabbia solidale Giorgio Bontempi, quello dell’Associazione industriale bresciana Giuseppe Pasini e Giancarlo Turati della Piccola industria, oltre a Silvia Scalfi di Social work, Alberto Pelizzari dell’Ordine dei consulenti del lavoro e Marco Saldutti della pubblicazione TrovoLavoro del Corriere della Sera. Nella stessa occasione verrà presentato il progetto Social work di Valle Sabbia solidale: un portale web tematico che permette alla domanda (di chi cerca lavoro) un incontro facilitato con l’offerta (le aziende che lo offrono cercando personale qualificato). A presentare i risultati raggiunti grazie a questa piattaforma ci penseranno esempi concreti rappresentati da aziende come Imbal Carton di Prevalle, la coop sociale Ser e la Metalfer di Roè Volciano, la casa riposo Ulivi di Salò e la Co-Pre di Villanuova, tutte realtà «clienti» di questo servizio. Dopo un ristoro affidato alla Co.ge.s.s., nel pomeriggio ci saranno due workshop dedicati ai consulenti del lavoro e agli assistenti sociali sulla «formazione professionale a sostegno dei cambiamenti climatici» e sull’«inserimento lavorativo dei soggetti fragili».

M.PAS.
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