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11.08.2019

Acqua pubblica, un sogno La maggioranza dice no alla mozione anti profitto

Una manifestazione per l’acqua pubblica
Una manifestazione per l’acqua pubblica

La guerra dell’acqua è ancora in corso, e nell’ultimo consiglio comunale di Villa Carcina, le ragioni dei sostenitori della gestione totalmente pubblica (alla faccia dei referendum) si sono infrante contro il muro della maggioranza di centrodestra. Che ha respinto la mozione presentata da Marsilio Gatti, di «Villa Carcina Bene Comune». In vista della prossima assemblea provinciale dei sindaci che dovrà deliberare in merito alla scelta della forma di gestione del servizio idrico integrato dell’ambito provinciale, il documento impegnava il sindaco Moris Cadei a votare solo ed esclusivamente a favore di una deliberazione che preveda una gestione totalmente pubblica del servizio stesso. «Si conferma anche con la nuova amministrazione comunale la volontà di vanificare il risultato del referendum sull’acqua pubblica del giugno 2011, col quale gli italiani sancirono che sull’acqua potabile e sicura non si sarebbe più potuto fare profitto - commenta Gatti -. Così si sminuisce pure l’importanza della consultazione svoltasi lo scorso 18 novembre a Brescia che, a grande maggioranza, si era espressa perché in provincia il gestore del sistema idrico fosse totalmente pubblico». In quell’occasione nel Comune di Villa Carcina hanno votato circa 2000 elettori e di questi 1935 (il 97,24%) avevano barrato la casella con il sì, dichiarandosi cioè favorevoli appunto all’opzione di una gestione interamente pubblica del servizio idrico integrato provinciale. «FA PARTE della maggioranza anche l’ex sindaco Giraudini, ora vicesindaco, che a dicembre del 2018, in occasione di un incontro con alcuni cittadini sul tema, aveva annunciato che nell’assemblea provinciale dei sindaci si sarebbe espresso per una gestione pubblica», continua Gatti; sottolineando poi che durante il consiglio comunale, il capogruppo della maggioranza ha avanzato la proposta di modificare la mozione, proponendo di far votare il consiglio comunale a favore di una gestione aziendale comprensiva di un socio privato. «Esattamente l’opposto - conclude Gatti - dell’essenza del nostro documento».

M.BEN.
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