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12.12.2019

Alle medie di
Pieve vince la
settimana corta

Alla scuola media di Pieve arriva la settimana corta
Alla scuola media di Pieve arriva la settimana corta

Gli studenti che frequentano la classe quinta delle elementari di Lumezzane, prima e seconda media della «Dante Alighieri» di Pieve di Lumezzane che nel prossimo anno scolastico intendono iscriversi o continuare in questo stesso plesso, potranno contare sulla novità della settimana corta. DA SETTEMBRE tra i banchi di tutte le classi della sede di via Montessori che fa parte dell’istituto comprensivo «Polo Ovest» gli studenti faranno lezione dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 14, a casa il sabato. È la «settimana corta» che era stata proposta dal dirigente scolastico Angelo Prontera per la prima volta in un’occasione pubblica durante un’assemblea partecipata davanti a centinaia di genitori. Di fronte a quella iniziativa, presentata come sperimentale, che aveva visto le famiglie dividersi sulla bontà o meno (più freddi anche il sindaco Josehf Facchini e l’assessore all’Istruzione Lucio Facchinetti che hanno però detto di volersi attenere alla volontà dei genitori), lo stesso dirigente e il presidente del Consiglio d’Istituto Roberto Stefana avevano fatto il punto della situazione in un tavolo tecnico ristretto. E lanciato una consultazione attraverso dei questionari rivolti a 293 famiglie degli studenti coinvolti. Nelle ultime ore lo spoglio dei voti: il 59,4% (174 famiglie) ha votato a favore della «settimana corta» che prevede due momenti di ricreazione durante la giornata scolastica. Poco più del 40% (119), invece, si è detto contrario e così ieri sera una riunione del Consiglio ha deliberato per attivare la proposta da settembre. È immaginabile che a questo risultato si sia arrivati grazie ai voti espressi dalle famiglie dei bambini iscritti all’ultimo anno delle elementari «Caduti per la patria» e di Fontana che già osservano il nuovo orario e che quindi sembrano apprezzare. L’idea di distribuire l’orario delle lezioni su 5 giorni è stata indicata dal dirigente a livello didattico, logistico e pedagogico «dando un giorno di riposo in più per stare in famiglia e come è ormai abitudine in numerosi paesi italiani. Ma vorrei che si ragionasse come istituto comprensivo e non come singoli plessi» aveva ammonito il preside. «Dei 270 alunni iscritti alla Dante Alighieri sono pochi quelli che sfruttano lo scuolabus - aveva aggiunto - e gli altri sono autonomi e tornano a casa da soli». Per questo motivo il Comune nell’ambito del nuovo piano di diritto allo studio sul prossimo anno scolastico sarà chiamato a modificare il servizio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Fabio Zizzo
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