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12.04.2019

Appalti, la verità
di Gardoni «slitta»
a lunedì prossimo

Carabinieri e Guardia di Finanza si sono presentati ieri mattina negli uffici del municipio di Concesio
Carabinieri e Guardia di Finanza si sono presentati ieri mattina negli uffici del municipio di Concesio

Bisognerà attendere. Non molto, qualche giorno. Poi Riccardo Gardoni il responsabile del settore tecnico di Concesio, Comune finito al centro delle cronache giudiziarie due giorni fa, verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia. In quell’occasione Gardoni, attualmente agli arresti domiciliari, avrà l’opportunità di fornire la propria versione dei fatti, ma potrà anche avvalersi della facoltà di non rispondere. Nell’indagine aperta dalla procura di Brescia e coordinata dal pm Ambrogio Cassiani, al responsabile dell’ufficio tecnico sono contestati i reati: corruzione, rifiuto/omissione di atti d’ufficio, turbata libertà degli incanti e falso. Gardoni ieri ha incontrato il proprio legale, l’avvocato Marco Sforzi di Bologna. «Ho incontrato il mio assistito - informa il legale - gli ho spiegato la situazione e abbiamo fatto il punto. Ovviamente sono situazioni che lasciano il segno. Siamo partiti dalla gravità delle contestazioni per verificarne la fondatezza».

QUESTO PERCHÉ «prima d’entrare nel merito con il materiale occorre confrontarsi. L’obiettivo è capire dove si concentrano eventuali comportamenti delittuosi. Certamente l’obiettivo principale è quello di riportare le imputazioni entro confini più ragionevoli». L’interrogatorio di garanzia era fissato già per stamani, ma proprio il legale ha chiesto qualche giorno di più per poter esaminare il materiale che si è fatto consegnare al Palazzo di giustizia di Brescia, prima di tornare a Bologna per valutare il corpo accusatorio. L’ipotesi più verosimile è quella, al momento, che l’interrogatorio si tenga lunedì prossimo, davanti al gip Tiziana Gueli che ha firmato l’ordinanza. I giorni entro cui Gardoni deve essere sottoposto all’interrogatorio di garanzia sono dieci. L’indagato potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere. «Se ciò dovesse avvenire - spiega l’avvocato - sarebbe solo per poter prendere conoscenza in modo ancora più approfondito del materiale che l’accusa ha prodotto a sostegno dell’accusa».

MATERIALE in cui figurano intercettazioni, ma anche l’esito di acquisizioni di documentazione da parte della procura e della polizia giudiziaria. Con intrecci tra le due fasi come l’intercettazione in cui l’indagato avrebbe pronunciato una frase del tenore: «Sono venuti in comune, ma tanto non capiscono un c...». Oppure: «Il panino eh...certo corruzione, se tu ti prendi il panino sei corrotto». Con riferimento ad altre intercettazioni il gip scrive: «Risulta da quanto sopra la piena consapevolezza dell’indagato Riccardo Gardoni della «illiceità della gestione della cosa pubblica e della remunerazione da parte dell’imprenditore coinvolto». Il giudice parlando poi, in materia di esigenze cautelari, spiega che «non occorre molto per affermare l’evidente e intenso pericolo di reiterazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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