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24.11.2020 Tags: Lumezzane

Bullismo fuori da scuola La denuncia di un padre fa risalire agli autori

Bullismo a Lumezzane
Bullismo a Lumezzane

Tutto era iniziato con un episodio di bullismo fuori da scuola raccontato dal padre della vittima sui social. Poi la denuncia via web della famiglia ha aperto un caso, facendo partire le indagini che hanno portato ai domiciliari alcuni ragazzi, tra cui i componenti del branco. È successo a Lumezzane qualche settimana fa, ma il padre non ha mai voluto parlarne prima per tutelare il figlio minorenne. ANCHE il post che aveva scritto di getto sui social è stato cancellato, lasciando spazio alla giustizia; quella vera, non quella millantata dai leoni da tastiera che in quei giorni hanno sparato commenti di ogni genere. «Ai bulli che oggi dopo la scuola hanno picchiato e mandato al pronto soccorso mio figlio, dico solo che non dovevate farlo scriveva il padre sul proprio profilo Facebook -. I miei figli e i miei cari per me sono tutto e vi assicuro che con non la passerete liscia. Vi sentivate forti in 6/7 contro uno? Io vi cercherò e vi troverò». A parlare era la rabbia di un genitore, e quel post aveva mosso un’intera comunità e ricevuto anche l’attenzione del primo cittadino: «I riflettori su queste vicende vanno sempre accesi - aveva commentato il sindaco Josehf Facchini -. A tutti però chiedo di mantenere la freddezza e il buon senso». Passata la pura e ridimensionata la rabbia, il padre ha rimosso tutto dai social e si è rivolto ai carabinieri per presentare denuncia. Da quel momento sono partite le indagini che hanno portato, come dicevamo, al fermo di alcuni ragazzi, tra i quali i tre minorenni (tra i 14 e i 17 anni) che in branco avevano aggredito il coetaneo fuori da scuola. LE ACCUSE a loro carico vanno dalla rapina all’estorsione, e l’episodio ha fatto emergere un vero problema sociale che in periodi diversi ha colpito, con episodi sporadici, la Valgobbia e la Valtrompia. A fare la differenza, in questo caso, non è stato il desiderio di vendetta, ma la volontà di avere giustizia attraverso i canali ufficiali. In passato alcuni episodi venivano segnalati dai genitori sui social, a volte anche ai giornali locali, ma mai in modo deciso alle autorità competenti. «Non cambia nulla», «Poi se la prendono con mio figlio» sono alcune delle motivazioni portate per spiegare le mancate denunce di episodi violenti avvenuti in oratorio o fuori dalle scuole. Estorsioni e richieste continue di denaro, cellulari rubati e poi le botte se il branco non otteneva quel che voleva. Sono storie tristi lette tante volte, ma al papà lumezzanese ne è bastata una per dire basta e denunciare tutto. Anche se oggi quello stesso genitore non nasconde il desiderio di togliere il figlio dalla scuola frequentata a Lumezzane per trasferirlo altrove.

M.BEN.
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