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18.05.2019

Caso-Bozzoli, i nipoti accusati di omicidio

La Procura Generale ha chiuso le indagini sulla scomparsa dell’imprenditore di Marcheno  FOTOLIVEI Ris impegnati nelle ricerche dell'imprenditore  Mario Bozzoli  nella sua azienda di MarchenoIl forno della Bozzoli attorno a cui si erano concentrate le indagini
La Procura Generale ha chiuso le indagini sulla scomparsa dell’imprenditore di Marcheno FOTOLIVEI Ris impegnati nelle ricerche dell'imprenditore Mario Bozzoli nella sua azienda di MarchenoIl forno della Bozzoli attorno a cui si erano concentrate le indagini

«Anche questo caso avrà presto un epilogo». Lo aveva annunciato a più riprese il procuratore generale Pier Luigi Maria Dell'Osso riferendosi alla scomparsa di Mario Bozzoli, l'imprenditore di Marcheno svanito nel nulla nell’ottobre 2015 dalla fonderia di cui era proprietario con il fratello. Un anno fa Dell’Osso aveva avocato a sé l'inchiesta Ieri, dopo mesi di consulenze e perizie, ha firmato la chiusura indagini con l’accusa di omicidio per Alex e Giacomo Bozzoli, nipoti dell’imprenditore scomparso, e per favoreggiamento nei confronti degli operai Oscar Maggi e di Aboagye (Abu) Akwasi L’ULTIMO SEGNALE di vita di Mario Bozzoli risale alla sera dell’8 ottobre 2015. «Sono in ritardo, mi cambio e arrivo» aveva detto al telefono alla moglie. Ma a destinazione non è mari arrivato. Svanito nel nulla: nessuno l’ha visto andare via, le telecamere non hanno ripreso la sua uscita dall’azienda. La prima ipotesi, quella che fosse stato ucciso all’interno della Bozzoli e il suo corpo fatto sparire nei forni, non ha mai convinto la Procura Generale. Dalle consulenze è emerso che non è mai stata trovata una minima traccia del passaggio di quel corpo dal forno. Ma come sarebbe uscito dall'azienda di Marcheno il cadavere di Mario Bozzoli? Tra le ipotesi prese in considerazione dalla Procura Generale, quella che il cadavere sia finito in un sacco in modo da non lasciare tracce sul veicolo che sarebbe stato utilizzato per il trasporto. Avvolto, forse, in più sacchi o in un telone in gomma. E dall’azienda, nelle ore successive la scomparsa di Mario Bozzoli, sarebbero usciti due camion. Mezzi per i quali gli investigatori hanno cercato di ricostruire i tragitti, per aggiungere tasselli al mosaico. Un lavoro d’incastro che ha comprensibilmente focalizzato l’interesse degli inquirenti anche sulle telecamere dell'azienda che nei giorni antecedenti la scomparsa sarebbero state indirizzate verso inquadrature volta per volta diverse, tanto da non coincidere con l’impostazione originaria. QUANTO AL MOVENTE, la pista approfondita con maggior convinzione dagli inquirenti è stata quella economico-finanziara alla quale si è cercato di andare a fondo grazie agli approfondimenti della Guardia di Finanza. Parallelamente, la Procura ha avocato a sé anche un procedimento finanziario che tocca la Bozzoli e che risale agli anni 2013 e 2014, prima della scomparsa di Mario Bozzoli che risale all'8 ottobre 2015. Pagine di fascicoli che potrebbero aver trovato un punto di congiunzione. Si attende ora anche la chiusura delle indagini sulla morte di Giuseppe Ghirardini, l’operaio della Bozzoli scomparso sei giorni dopo l’imprenditore e trovato morto a Case di Viso in Valcamonica. Una morte che non può non essere collegata a quella di Mario Bozzoli. Anche in questo caso il procuratore generale ha avocato l'inchiesta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Benasseni
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