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17.07.2019

Cerca di strozzare un’amica: arrestato per tentato omicidio

La donna era riuscita a sfuggire alla violenza del 34enneLe indagini dei carabinieri di Nave hanno portato all’arresto
La donna era riuscita a sfuggire alla violenza del 34enneLe indagini dei carabinieri di Nave hanno portato all’arresto

È finito in manette a distanza di quasi sette mesi da quella notte di gennaio in cui, alterato da qualche eccesso di troppo, ha messo le mani attorno al collo di una ragazza di 39 anni che conosceva da qualche tempo. In carcere con l’accusa di tentato omicidio è finito un 34enne di Nave, Filippo Vitiello, operaio comunale nel centro della bassa Valtrompia. I carabinieri lo hanno raggiunto sabato 13 luglio per notificargli una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa del tribunale di Brescia su richiesta del sostituto procuratore Marzia Aliatis. SECONDO la ricostruzione fatta dagli inquirenti il 34enne aveva trascorso la serata in compagnia dell’amica. I due si conoscevano da tempo, entrambi sono di Nave, ma mai si sarebbero frequentati in passato. Vitiello avrebbe chiesto un appuntamento all’amica per raccontarle le sue ultime delusioni d’amore. La donna, barista della zona, aveva detto sì a quell’incontro. Non immaginava quello che le sarebbe successo. Dopo avere trascorso la serata girando per alcuni locali, l’uomo avrebbe quindi tentato un approccio troppo spinto e la ragazza l’avrebbe respinto. A quel punto Vitiello, in avanzato stato di ubriachezza, aveva iniziato a urlare frasi senza senso minacciando la 39enne. La donna a quel punto aveva cercato di calmare il 34enne, ma la situazione era poi degenerata. VITIELLO , sempre più alterato, si sarebbe scagliato con la barista e le avrebbe stretto le mani al collo cercando di strozzarla. La donna, nonostante la grandissima paura, era riuscita a resistere alla violenza. Dopo essersi liberata, era fuggita e solo grazie all’aiuto di un passante aveva raggiunto casa. Il suo «salvatore» aveva provato a farle capire che la soluzione migliore sarebbe stata quella di denunciare l’aggressore. La donna aveva invece deciso di non andare dai carabinieri, ma di limitarsi a raccontare quella tremenda esperienza in un post pubblicato sul suo profilo Facebook senza però fare il nome di Vitiello. LO SFOGO è però stato letto daun amico che ha subito avevano avvertito i carabinieri. Si era così aperta l’indagine dei militari coordinati dalla procura di Brescia. La donna aveva confermato tutto aggiungendo anche il nome del 34enne. Ci sono poi voluti quasi sette mesi perché il lavoro degli inquirenti si tramutasse nell’ordinanza di custodia cautelare che il 34enne si è visto notificare nelle scorse ore. Per lui si sono aperte le porte del carcere. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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