sabato, 20 aprile 2019
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14.04.2019

Appalti pilotati, Gardoni davanti al Gip

Il tribunale di Brescia:  domani Gardoni sarà interrogato dal giudiceIl municipio di Concesio:  al centro dell’inchiesta l’ufficio tecnico
Il tribunale di Brescia: domani Gardoni sarà interrogato dal giudiceIl municipio di Concesio: al centro dell’inchiesta l’ufficio tecnico

Mentre la giustizia fa il suo corso, con l’interrogatorio di garanzia del responsabile del settore tecnico Riccardo Gardoni, che si trova agli arresti domiciliari, previsto per domani, a Concesio non si placa l’ondata di reazioni provocata dalle recenti vicende giudiziarie. A prendere posizione questa volta è la lista «Insieme per Concesio», che sostiene il candidato Agostino Damiolini alle elezioni. «IN MERITO alla gestione dei rifiuti pensiamo che da parte dell’amministrazione comunale ci sia stata una valutazione superficiale e approssimativa su una tematica cosi rilevante in termini giuridici - si legge in un comunicato - Purtroppo sono state coinvolte persone che da sempre si prodigano per il bene del paese e per la parrocchia con la convinzione di agire correttamente e in buona fede. A loro va tutta la nostra solidarietà». Gli esponenti del centrodestra lamentano però «un approccio altrettanto superficiale da parte della giunta rispetto ai fatti relativi all’arresto del responsabile dell’ufficio tecnico: «Stando a quanto sta emergendo dalle indagini questi non possono essere minimizzati e considerati solo eventi occasionali e privi di conseguenze. Come non pare sufficiente nascondersi dietro a procedure puramente amministrative per limitare una possibile responsabilità politica almeno di scarso controllo e vigilanza sugli atti emessi da un proprio ufficio. I fatti meritano un’analisi approfondita del perché sia stato possibile che ciò avvenisse. Ci saremmo aspettati una reazione ben diversa». Damiolini e la sua squadra assicurano che non c’è l’intenzione di strumentalizzare l’accaduto durante la campagna elettorale, e si affidano al giudizio critico dei cittadini per valutare i risvolti della vicenda. «Il nostro percorso non muta - conclude Matteo Micheli - Ecco perché attenderemo che la magistratura faccia il suo lavoro senza prendere ulteriori posizioni in merito, a meno che non ci siano altre novità». •

M.BEN.
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