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02.04.2019

Multe e arretrati, l’opposizione attacca

L’autovelox lungo la Sp 19
L’autovelox lungo la Sp 19

Dove sono finiti i soldi delle multe dell’autovelox sulla Sp 19? Se lo chiedono gli esponenti della lista «Concesio in testa», oggi all’opposizione, e il candidato sindaco del centrodestra Agostino Damiolini. Tutto nasce da un recente accordo di rateizzazione senza interessi stretto tra il Comune e la Provincia di Brescia, per la quota spettante a quest’ultima di quanto ricavato dalle sanzioni per eccesso di velocità rilevate dal dispositivo posizionato dopo la galleria verso Concesio. Un autovelox che frutta un piccolo tesoretto alle casse pubbliche, tra il milione e il milione e duecento mila euro all’anno. «Trattandosi di una strada provinciale, la normativa prevede che gli introiti vengano equamente divisi - spiega il capogruppo Mario Tabeni - La Provincia negli ultimi mesi ha sollecitato il versamento della quota di competenza, al netto dei costi di recupero, per gli anni 2015, 2016 e 2017, per un totale di circa 460 mila euro. Il Comune ha pattuito una dilazione: 150 mila euro sono stati versati il 31 dicembre, il resto in rate da 52 mila euro ogni sei mesi. Ci domandiamo: quei soldi, che in teoria sarebbero dovuti essere accantonati, dove sono finiti? La normativa prevede che vengano vincolati su precisi capitoli di spesa: ripristino, asfaltature e manutenzioni di strade e di marciapiedi - conclude Tabeni - Dovremmo avere delle strade perfette, ma la realtà è diversa». Ma non è finita. Visto che in tempo di campagna elettorale ogni occasione è buona per fare i conti in tasca alla maggioranza, i consiglieri di opposizione hanno un altro quesito: dove sono i 3 milioni di euro mai riscossi per Imu e Tasi non versate? «PARLIAMO di 600mila euro l’anno - spiega Matteo Micheli, recentemente eletto consigliere provinciale per il centrodestra - per mancati accertamenti e riscossione di 3 milioni di euro in 5 anni. Non conosciamo le origini di questo problema, immaginiamo sia mancata la volontà politica. Solo oggi il servizio è stato esternalizzato ad un’azienda che si occupa di accertamenti fiscali». Infine, durante l’ultimo consiglio gli esponenti della minoranza hanno abbandonato l’aula dopo la votazione per la variante che ha dato il via libera al nuovo lotto commerciale di via Zammarchi. «L’operazione non ha alcun senso: parliamo di altro consumo di suolo quando a pochi metri c’è un fallimento mai sanato di un comparto commerciale e residenziale - conclude Damiolini - Non c’è logica, semplicemente servono soldi per fare la piazza della Pieve. Chiunque si troverà ad amministrare avrà a che fare con un bilancio avvelenato da problemi che si trascinano da tempo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

M.BEN.
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