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27.09.2020

Covid, il peso dell’Apocalisse in 165 Comuni

«Tampone o non tampone, non sono stati giorni facili quelli, non si sapeva con che cosa avevamo a che fare, e magari non eravamo nemmeno in grado di fare controlli di quelle dimensioni...». Agostino Damiolini è il sindaco di Concesio, 52 decessi nei due mesi dell’inferno sulla terra, marzo e aprile, di cui 24 attribuiti al Covid in virtù del tampone eseguito dal paziente contagiato. E tutti gli altri? Siamo lì, perchè è ormai condiviso il pensiero che l’eccesso di moralità di quel periodo vada ascritto nella stragrande maggioranza dei casi al virus. I NUMERI UFFICIALI comunque parlano di quattro decessi su 10 di paternità certa, di Covid: il 39 per cento del totale dei morti registrati nel territorio dell’Ats di Brescia nel pieno della pandemia, nei mesi di marzo e aprile. In quei 60 giorni i lutti sono stati 5.857 di cui «appena» 2.302 attribuiti al virus. È la fotografia scattata dall’autorità sanitaria bresciana nei 165 Comuni su cui ha competenza, esclusa la Valle Camonica assegnata all’Ats della montagna di Sondrio. Il rapporto degli uffici di via Duca degli Abruzzi aggiunge un ulteriore tassello alla conoscenza della diffusione dell’epidemia, indicando paese per paese il rapporto tra l’insieme dei decessi e quelli dovuti al Covid. L’andamento dei valori percentuali è altamente irregolare, non mostra una particolare predilezione per alcune zone rispetto ad altre. Trovano ennesima conferma gli eccessi di mortalità, da attribuire alla pandemia, le discrepanze tra la somma dei lutti e la quota certificata dal coronavirus evidenziate dalle serie storiche che proprio nei due mesi fatidici del 2020 hanno registrato una spaventosa impennata. Sindaco Damiolini che ricordi ha? «Ho il ricordo del grande momento di solidarietà dei cittadini che si sono organizzati per aiutare gli altri, è forte invece il dolore per i tanti che in modo o nell’altro hanno avuto a che fare con il virus; e soprattutto il tormento per i morti che non si potevano accompagnare nell’ultimo viaggio, il funerale». Le Case di riposo hanno pagato a caro prezzo la pandemia, e molti dei decessi senza attribuzione sono proprio quelli registrati dagli istituti per gli anziani. «Purtroppo, ma nel nostro caso è andata bene, una accurata azione preventiva è riuscita ad evitare guai peggiori, alla fine i decessi sono stati di poco superiori a quelli registrati in passato». Anche Gardone Valtrompia rivela un «contenuto» numero di decessi ascrivibili al Covid: 17 su un totale di 61. «Ma non è così - scuote la testa il sindaco Pierangelo Lancelotti - andate a leggere i nostri morti negli anni passati e capirete. Quel 17 è soltanto la punta dell’iceberg, il Covid ha ucciso anche tutti gli altri». «Il momento più difficile mi chiede? La sera quando tiravamo le somme delle persone decedute e delle persone contagiate. Di positivo rammento la grande mobilitazone dei volontari per portare aiuto alle persone in difficoltà». Il sindaco di Iseo Marco Ghitti ricorre all’immagine militare di Caporetto per descrivere la tragedia che si è consumata. In paese l’importo dei decessi imputabili aal Covid si ferma a meno di venti unità, 17 a fronte di complessivi 70 morti nei due mesi. «Sono tuttavia solo le persone a cui è stato effettuato il tampone ed in seguito sono decedute» afferma Ghitti, che è anche medico e ammette la sofferenza provata «nel misurare l'inadeguatezza dei posti in rianimazione», e la dolorosa convinzione di «trovarsi di fronte ad un problema eminentemente respiratorio quando invece si tratta di una malattia sistemica». E adesso, che cosa ci aspetta? «Oggi sappiamo di più su come affrontare il virus, il territorio si sta organizzando per escludere che le malattie stagionali si confondano con il Covid, è necessario fare questo per permettere alla nostra sanità di affrontare al meglio un risveglio del virus. Certo la soluzione è il vaccino, ma non è così vicino, l'Oms ha appena affermato che l'emergenza durera ancora per tutto il 2021 e anche Anthony Fauci, l’immunologo americano ha parlato della fine del 2021». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

William Geroldi
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