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21.01.2020

Alcolismo, piaga dei giovani Un confronto sulle risposte

La sede della Comunità montana, a Gardone
La sede della Comunità montana, a Gardone

Tradizionalmente anche la stampa dà un rilievo enorme al traffico e al consumo di stupefacenti «dimenticando» un altro consumo, che al contrario è legale e che fa danni enormemente superiori: quello dell’alcol. Eppure il problema dell’abuso alcolico è sempre più rilevante in termini di salute pubblica; soprattutto perché negli anni ha finito per riguardare sempre di più i giovani. Se ne parlerà domani sera alle 20,30 a Gardone, nella sala consiliare della Comunità montana della Valtrompia, che ospiterà un momento di confronto con gli amministratori locali e i rappresentati delle istituzioni civili, scolastiche e religiose. SECONDO i dati statistici disponibili nella relazione al Parlamento sugli interventi realizzati nel 2018 in materia di alcol e problemi correlati, 8 milioni e 600 mila persone in Italia sono consumatori a rischio e 68 mila sono in carico ai servizi sull’alcoldipendenza, con un 27.1% di nuovi «pazienti». I dati rivelano che oggi l’alcol rappresenta il primo fattore di rischio per la salute. I sette turisti tedeschi morti in Valle Aurina sono stati investiti da un uomo che aveva nel sangue un tasso alcolemico pari a 1,97. Ancora più alto (2,67) quello che aveva la ragazza finita in coma etilico a Bolzano. Il limite consentito dalla legge è 0,5. «Dall’Osservatorio nazionale alcol del ministero della Salute emergono numeri allarmanti: il consumo incontrollato sembra essere diventata una vera piaga - ricorda l’assessore alle Politiche giovanili della Comunità Montana Antonella Montini -. Quello che più preoccupa è la giovane età. Spesso poi sono le ragazze ad abusarne e a mettere a repentaglio la salute e la loro stessa vita». Le letture della dipendenza alcolica hanno significati ambivalenti. La società occidentale è estremamente positiva verso le bevande alcoliche, e spesso ne vengono esaltate le qualità, legate alla forza, al vigore, alla sicurezza. INOLTRE, ancora oggi gli aspetti culturali legati al bere annullano o quasi la capacità di considerare l’alcolismo per quello che è: una vera dipendenza come tutte le altre, la cui gravi conseguenze cliniche sono conosciutissime. «Il senso della nostra serata è proprio quello di aprire un confronto su questo tema, sensibilizzando la popolazione - precisa Montini - non solo per mantenere alta l’attenzione, ma soprattutto per cercare insieme quali strategie educative promuovere per aiutare i giovani». In sala con una testimonianza ci sarà anche il referente provinciale di Alcolisti anonimi. •

M.BEN.
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