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06.03.2019

Calcio: in campo c’è un Under 10 di 75 anni

Gianbattista Scalmazzi con i suoi compagni di squadra
Gianbattista Scalmazzi con i suoi compagni di squadra

Vola come Buffon, ha un coraggio da leone, non ha mai conosciuto un ortopedico e il suo più grande tifoso è stata sua moglie, scomparsa purtroppo due anni fa. Siamo a Inzino di Gardone, per seguire il campionato oratoriale Csi di ragazzini di nemmeno dieci anni, e per capire che la vera notizia non è il risultato del confronto tra Castelcovati e Inzino Under 10, ma quella di un signore che negli Under 10 ci giocava 65 anni fa, e che è ancora sulla breccia. Nessuna nostalgia, appunto, perché il 75enne Gianbattista Scalmazzi è ancora in attività, sempre nel Csi e sempre nella categoria Promozione. A 75 anni lo immagini accompagnatore o guardalinee: «Macché - tuona lui - sono ancora portiere, di seconda, ma portiere. L’ultima partita l’ho giocata pochi giorni fa. Come tengo io i giocatori in campo, come organizzo io il gioco ce ne sono pochi». Il suo volto è un sorriso unico: gli leggi la voglia di vivere e di divertirsi dagli occhi alla bocca. Giambattista non sa cosa siano le grandi squadre. Le aveva cercate da piccolo, andando a spiare gli allenamenti del Brescia calcio. Ma non è mai andato oltre la Terza categoria con il Villa Carcina. Però sa cosa significa lo sport, il calcio, lo stare insieme coi grandi, come pure coi suoi «cuccioli» di nemmeno dieci anni che accompagna in campo nei weekend. «Di soddisfazioni ne ho avute - continua -: in particolare nel 1974 con l’Inzino quando vincemmo il campionato». Sembra una vita fa, ma nel 1974 Giambattista aveva già 45 anni, un’età alla quale molti calciatori sono già a riposo da tempo. Lui invece ha proseguito per altri 30 anni ed è instancabile: lo ritrovi a bordo campo a fare il guardalinee durante le partite dei piccoli. LA MOGLIE Ida Moretta è scomparsa due anni fa. Ti immagini una donna che l’ha sopportato per una vita. Invece era la prima supporter di Giambattista, che si ritrova gli occhi lucidi nel parlare di lei: «Non abbiamo avuto figli e la nostra vita è stata di totale affiatamento. Mi accompagnava in ogni trasferta ed è anche per lei che continuo con l’attività sportiva». Quando non è in partita, Giambattista sistema il campo, pulisce il centro sportivo, aiuta al bar dell’oratorio. Ma il fatidico chiodo a cui attaccare gli scarpini è in vista? «Macché - taglia corto - finché la salute me lo consentirà sarò in campo. Non ho paura di tuffarmi nemmeno su un fondo in terra come quello del nostro oratorio. Finché le ossa tengono terrò anche io, senza paura». •

Massimiliano Magli
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