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10.05.2019

Il sogno diventa realtà La casa senza barriere sta per aprire le porte

L’ex palazzo Grazioli  di Gardone come appare oggi
L’ex palazzo Grazioli di Gardone come appare oggi

È quasi arrivato al traguardo il progetto «Abbiamo un sogno: durante noi, dopo di noi»: un’iniziativa sociale promossa a Gardone dalla cooperativa L’Aquilone e che ha trovato l’appoggio del Comune. Una serie di iniziative in questo fine settimana faranno da prologo all’inaugurazione dei nuovi alloggi per persone con disabilità realizzati in pieno centro, in via Zanardelli. Si partirà questa domenica alle 20,30 nel cinema teatro di Inzino con lo spettacolo esito del laboratorio di danzaterapia, e si proseguirà giovedì 16 maggio alle 20,30, nella parrocchiale di San Marco, con il recital musicale (sul palco un duo sax e organo) «Dal passato al presente». Infine domenica 19 maggio toccherà alla messa delle 10,30 nella parrocchiale, seguita alle 11,30 dalla vernice dei nuovi locali ricavati nell’ex palazzo Grazioli, un edificio di proprietà comunale di via Zanardelli 147 che torna a vivere grazie a questo progetto umanitario. Dopo la benedizione, il presidente della cooperativa sociale Giuseppe Pezzotti ringrazierà i benefattori del sogno. Infine gli interventi delle autorità e il taglio del nastro. I CONTENUTI del progetto avviato nel 2017? «Abbiamo un sogno: durante noi, dopo di noi» aiuterà le persone diversamente abili a vivere con un notevole livello di autonomia a fronte della scomparsa dei genitori o dei tutori. «Vogliamo mettere a disposizione un luogo confortevole - aveva annunciato Pezzotti -, il più vicino possibile alla comunità di origine e con l’assistenza indispensabile per garantire una buona qualità di vita». Ci si è riusciti. Gli alloggi del centro sono 6, con 11 posti letto. Ruotano attorno a uno spazio comune (soggiorno e zona cucina) destinato alla socialità interna ma aperto anche alle realtà del volontariato locale, e sono affiancati da magazzino e cantina. Nel Grazioli sono nati 2 appartamenti da un posto; 2 da 2 posti più lo spazio a disposizione dell’operatore; uno da 2 posti e infine un ultimo con la capacità di tre persone. Con quali fondi? 400 mila euro dalla Fondazione Cariplo e 300 mila dal Comune; senza dimenticare le donazioni.

L.P.
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