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21.08.2019

Sviluppo per l’Africa Un esempio da seguire

I tempi previsti per il lancio e il consolidamento di questa campagna per l’Africa, molto lontana dal semplice assistenzialismo e basata al contrario sul perseguimento dell’autonomia e dello sviluppo locale, sono quasi esauriti, ed è già tempo di bilanci del «Progetto per lo sviluppo della produzione ortofrutticola e distribuzione di cibo terapeutico all’infanzia denutrita» promosso nel Burkina Faso dall’associazione gardonese «Amici di Ariwara». LA ONLUS presieduta da Antonio Crespi lo ha lanciato e gestito in collaborazione con l’associazione Cantieri innovazione, col «Centre de formation des catechistes Donsin - Ouagadougou» e con «l’Association Paligwend Csps Ouagadougou», e ha potuto contare anche sul contributo della Fondazione Museke. Con un costo definito di 22 mila euro, ha preso il via lo scorso anno e si concluderà in questo. I contenuti? Nel centro di formazione di Donsin, i futuri catechisti, uomini e donne, imparano oltre alla dottrina religiosa anche l’arte del «saper fare», e in futuro saranno il punto di riferimento per le comunità in cui andranno a inserirsi. A Donsin si pratica già l’allevamento di bestiame, e il piano dell’associazione gardonese ha due obiettivi: intervenire con tecnologie adeguate senza stravolgere la tradizione e portare avanti attività generatrici di reddito dando vita a un piano sostenibile. Entrando nei dettagli si è provveduto a installare una pompa idrovora collegata a pannelli fotovoltaici usata per l’irrigazione di un frutteto di 300 piante (di papaya, mango e di un agrume) la cui produzione viene trasformata in alimenti per i bambini malnutriti. L’irrigazione, permette di produrre più raccolti anche durante la stagione secca, e il pozzo è stato battezzato «L’eau de Lucien» per ricordare Luciano Trebeschi, un volontario nel progetto scomparso qualche tempo fa, durante la realizzazione. Proseguendo, il centro è stato dotato di una macchina per preparare la passata di pomodoro ma anche prodotti a base di frutta, di autoclavi per la sterilizzazione da 50 litri e di una macchina per la cottura in sacchetti di plastica al fine di estendere la conservazione ad altri vegetali. Senza dimenticare l’attuazione di corsi sulle regole dell’igiene e della trasformazione. Insomma: un esempio concreto di quante cose si possono fare per innalzare la qualità della vita senza spendere cifre improponibili. Da questo autunno prenderà poi il via un progetto più corposo sulla malnutrizione, un fenomeno che inizia già in gravidanza e che causa un elevato tasso di mortalità infantile tra gli 0 e 5 anni. Oggi i bambini seguiti sono 10, e diventeranno 50 bambini dotando il centro di risorse per l’acquisto di frutta da trasformare in cibo arricchito e coinvolgendo anche le mamme nella produzione. Inoltre arriverà a Donsin un ecografo per diagnosticare la malnutrizione ancora in grembo. •

L.P.
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