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01.08.2020 Tags: Concesio

Gli scavi per il depuratore riaprono una discarica che contiene pure amianto

Il cantiere del depuratore comprensoriale di Concesio
Il cantiere del depuratore comprensoriale di Concesio

I pirati dei rifiuti lasciano e hanno lasciato segni ovunque; anche nel cantiere che sta facendo nascere il depuratore comprensoriale della Valtrompia. Durante gli scavi per la realizzazione dell’impianto in via Giovanni Falcone, a Concesio, ieri mattina è stata scoperta la presenza di quelli che sembrano scarti di demolizioni edilizie: non solo mattoni, ma anche pericolose lastre di amianto. La spa Azienda servizi Valtrompia, che si sta occupando della costruzione, ha immediatamente informato le autorità competenti, mentre l’Arpa, in collaborazione con la stessa società, ha effettuato una verifica specifica sul sito che ha spinto l’agenzia a disporre un vincolo cautelare sulle aree interessate dal ritrovamento. «Considerata la fattiva collaborazione tra l’ente di controllo e l’Asvt - si legge in un comunicato - i disagi sul cantiere sono stati ridotti al minimo mentre i lavori in atto proseguono come da programma». Nessun commento da parte del sindaco Agostino Damiolini e del neo presidente dell’Asvt, Michele Gussago, i quali hanno preferito prendersi qualche ora per confrontarsi con l’Arpa e approfondire i verbali. Sembra comunque che il ritrovamento non comporti ritardi sulla tabella di marcia che prevede la consegna del depuratore entro la fine del prossimo anno. Nel frattempo, la posa della prima pietra non è ancora stata calendarizzata: la politica preferisce probabilmente organizzare questo momento, che entrerà negli annali, in settembre, subito dopo la pausa estiva. IL RITROVAMENTO riapre però la piaga dell’abbandono dei rifiuti, non solo da parte dei cittadini, ma anche di società e imprese che per evitare di sostenere i costi di smaltimento trasformano il territorio in una pattumiera. Un recente e simile episodio, a parte quello che ha bloccato per alcune settimane il cantiere dell’autostrada, è stato raccontato dai volontari dell’associazione «Montagna che avanza» di Nave, i quali durante una giornata di pulizie in un’area collinare hanno ritrovato una vera discarica abusiva di rifiuti industriali e amianto.

M.BEN.
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