I pastafariani alla porta del municipio

Adepti del culto pastafariano sfilano durante una manifestazione
Adepti del culto pastafariano sfilano durante una manifestazione
Adepti del culto pastafariano sfilano durante una manifestazione
Adepti del culto pastafariano sfilano durante una manifestazione

Quando lo sportello anti-gender non basta, ecco che arriva l’angolo informativo della Chiesa Pastafariana Italiana, sezione del Frescovato bresciano della Polenta con lo Spiedo, basata sul culto del prodigioso Spaghetto Volante, «nostro sugoso creatore».

Sembra uno scherzo ma non lo è: mercoledì la richiesta è stata protocollata in Comune a Prevalle, firmata dal Frescovo Matteo Bonomini (Bucatiniere Pal colPirlo) e dai ministri di culto Maurizio Prosper (Pacchero ai Porcini) e Davide Mutti (Mastro BarbaSpiedo). Provocazione goliardica quella dei pastafariani, sull’onda delle polemiche seguite all’apertura dello sportello anti gender a Palazzo Morani, gestito dall’associazione Verde Speranza e aperto il sabato dalle 10 alle 12, almeno fino a fine agosto.

«SIAMO LIETI di vedere che la Giunta dia così importanza al tema della famiglia - si legge nella lettera consegnata in municipio dai pastafariani - fulcro della nostra sana cultura italica, basata sull’amor di patria e sulla fede. Certi delle finalità che l’amministrazione si pone, con la presente chiediamo di poter aprire e gestire uno sportello presso il così ospitale Comune di Prevale, affinché sia permesso di conoscere anche la nostra famiglia tradizionale». Altro che genitore 1 e genitore 2: i pastafariani venerano lo Spaghetto Volante, in inglese Flying Spaghetti Monster, i valori che reggono il loro operato derivano dagli otto principi fondamentali conosciuti anche come gli otto «Condimenti», o meglio gli otto «Io preferirei davvero che tu evitassi». «Vista la determinazione del sindaco - si legge ancora nella lettera - siamo sicuri che ci accoglierà a braccia aperte». Provocazione respinta: «A noi le cavolate non interessano - tuona il primo cittadino Amilcare Ziglioli -. Siamo pronti a dare voce a tutti, purché la cosa sia seria: siamo un ente pubblico, con una sua dignità. Non siamo arrabbiati, la satira la capiamo tutti e ci fa pure sorridere. Ma anche pensare: a quanto pare la gente non ha nient’altro di meglio da fare». E sullo sportello no gender: «Funziona, tutti i sabati ci sono almeno dieci persone, c’è anche chi non è d’accordo e vuole dibattere educatamente. Voglio chiarire che lo sportello non è un’iniziativa del Comune, ma di un’associazione che ha chiesto di utilizzare gli spazi comunali come fanno tutte le altre associazioni: a noi non costa un euro. Anche se un conto a carico della comunità c’è: carabinieri, digos, polizia scientifica e Polizia locale intervenuti per controllare il presidio di sabato scorso. Lo denuncerò in Consiglio comunale: i cittadini devono ringraziare la minoranza, che ha fatto il presidio solo per impedire a un’associazione di dire quello che pensa».

Intanto lo sportello ad agosto chiude, ma riaprirà a ottobre: «E con una bella novità», assicura il sindaco. Top secret, per ora. Ma difficile che riguardi i pastafariani.

Alessandro Gatta

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