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20.11.2020 Tags: Lumezzane

In aula per tentata estorsione

Uno scorcio di Lumezzane
Uno scorcio di Lumezzane

La loro storia d’amore nata tra il 2001 e il 2002 era durato un annetto. Lei, allora ventottenne, lavorava in un bar di Lumezzane e lui, un trentacinquenne residente sempre in Valgobbia, era un cliente del locale. «Ho scoperto di essere incinta qualche mese dopo la fine della nostra relazione» ha raccontato lei in un aula del Tribunale di Brescia dove deve rispondere di tentata estorsione ai danni di quello che 17 anni prima era stato il suo fidanzato. Con lei a processo anche l’attuale compagno, accusato anche di lesioni per avere colpito con una testata l’ex della donna. Sessantamila euro la cifra che, per l’accusa, i due avrebbero cercato di «taglieggiare» all’uomo, oggi 52enne. «ALLORA AVEVO cercato di fargli sapere della gravidanza - ha ricordato davanti al giudici -. Non sono mai riuscita a contattarlo. Solo dopo parecchio tempo mi ha cercato lui, quasi per caso. Quando gli ho raccontato della gravidanza e del fatto che non fosse andata bene si è proposto di aiutarmi economicamente». In aula la donna ha poi spiegato che l’ex fidanzato, dopo averle versato nel tempo circa diecimila euro, l’avrebbe contattata per offrirne altri 50mila e chiudere la questione. «Mi chiamava per dirmi di incontrarci e col mio compagno un giorno siamo andati a Lumezzane e ci siamo visti», ha sostenuto rievocando l’episodio del maggio 2018. Quel giorno l’ex fidanzato l’aveva concluso dai carabinieri, denunciando di essere stato minacciato e aggredito dalla donna e dal suo nuovo compagno. «Da un anno mi chiedevano del denaro: mi ha raccontato di quello che era successo 17 anni prima. Io non ne sapevo nulla - aveva detto, nella primavera di due anni fa ai militari il 52enne di Lumezzane -. Si sono presentati fuori dall’azienda e ne volevano ancora di più. Poi lui mi ha dato una testata». UNA REAZIONE, ha cercato di giustificare la donna, agli insulti che l’ex fidanzato le aveva rivolto. Il processo è stato aggiornato al prossimo primo dicembre, e in quella occasione nell’aula di Tribunale sarà sentita la versione della parte offesa. •

PA.CI.
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