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16.07.2020

L’Anticorruzione
indaga sul
raccordo autostradale

Il cartello che da quasi 2 anni annuncia l’inizio dei lavori in ValtrompiaL’Anac ha aperto due istruttorie su quel che resta dall’autostrada
Il cartello che da quasi 2 anni annuncia l’inizio dei lavori in ValtrompiaL’Anac ha aperto due istruttorie su quel che resta dall’autostrada

L’Anac «indaga» sulle procedure e gli oneri dell’Autostrada della Valtrompia. Sul progetto del raccordo destinato a collegare Concesio a Sarezzo l’Autorità nazionale anticorruzione ha aperto due procedimenti di vigilanza sull’opera. In entrambi i casi il responsabile dei procedimenti Filippo Romano nell’istruttoria preliminare afferma come «pur nella complessità della vicenda, la procedura è apparsa in contrasto con i fondamentali principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza». SI TRATTA dell’ennesima tegola che si abbatte sull’opera ancora ferma ai nastri di partenza. L’ultima era stato il blocco del cantiere di Codolazza, finito sotto sequestro per 40 giorni a causa della movimentazione di terra contaminata da idrocarburi e metalli pesanti e per l’assenza di notifica alle autorità e di autorizzazioni, per il quale si attende il via libera per la bonifica e la ripartenza dei lavori. Sulla vicenda è stato presentato un esposto alla procura. Il primo procedimento aperto dall’Anac riguarda la valutazione dell’attività tecnico-amministrativa del contratto d’appalto sottoscritto il 19 luglio 2018, le modalità di redazione del nuovo progetto esecutivo, la compatibilità tecnica ed economica in materia di «varianti», nonchè le valutazioni di tutti gli ulteriori fattori di rischio in tema di oneri aggiuntivi e riserve. Il secondo vuole invece far luce sul contributo della società Autostrada Brescia-Padova nell’ambito della concessione autostradale della A4, sulle modalità di erogazione ad Anas, e sul riconoscimento dell’importo di 12.125.806 euro alla Serenissima a titolo di spese sostenute fino alla revoca dell’affidamento illegittimo - come stabilito da una sentenza della Corte di Giutizia del 2005, non essendo stato preceduto da pubblicazione di un bando di gara senza che ne ricorressero i presupposti - della realizzazione del raccordo autostradale tra la A4 e la Valtrompia. DALL’ESAME della documentazione acquisita dall’Anac, «al di là del contenzioso che si è sviluppato, è risultato che i lavori dell’intero raccordo autostradale della Valtrompia di circa 37 chilometri rappresentavano un’opera pubblica ritenuta di fondamentale importanza per il territorio - scrive il relatore del procedimento -. A fronte dell’importanza dell’opera e dell’interesse pubblico alla sua realizzazione è emerso tuttavia che il procedimento di attuazione ha mostrato tutti i suoi limiti in relazione agli ostacoli che di volta in volta si sono presentati, con un aggravio di oneri e tempi della procedura che si sono dilatati in modo inammissibile». Ricostruendo tutta la storia dell’autostrada della Valtrompia, l’Autorità nazionale anticorruzione mette in evidenza che «l’attività di Anas si è concretizzata nell’avvio della procedura ristretta di affidamento dei lavori di esecuzione del lotto 1, tratto Concesio-Sarezzo, per un importo complessivo a base d’appalto di 235.381.018 euro, pari al contributo della società Autostrada». Il contratto è stato successivamente stipulato nel 2018 per l’importo di 155.134.387 euro, «nella consapevolezza che il progetto esecutivo oggetto di contratto dovesse essere rivisto sia per l’adeguamento dei prezzi sia per le varianti necessarie ad adeguare il progetto dal punto di vista funzionale ed economico, entro il termine di massimo 12 mesi per la consegna dei lavori. Tuttavia, ad oggi, i lavori del raccordo non sono ancora iniziati». «Non era per niente scontato che Anac aprisse un procedimento - sostengono Sergio Aurora ed Eugenio Cagna a nome dei comitati No Autostrada sì Metrobus e Viabilità interna di Concesio e Autostrada Valtrompia, che nel 2018 e nel 2019 hanno inviato le segnalazioni all’Autorità anticorruzione -. É del tutto evidente che hanno ritenuto la questione di una certa rilevanza e gravità». SI È TRATTATO, secondo Eugenio Cagna, «di un contratto firmato al buio. Il nostro obiettivo è quello che si rifaccia la gara d’appalto». «Nel luglio 2018 è stato firmato il nuovo contratto - spiega Aurora -: avevano 12 mesi di tempo per presentare il progetto esecutivo con le varianti, ma ad oggi di quel progetto non si hanno notizie». «Sostanzialmente l’Anac si pone due domande - aggiunge l’avvocato Pietro Garbarino che assiste i comitati-: come mai da un’opera di un certo sviluppo, che aveva una sua finalità, ci si è ridotti, tutto sommato con gli stessi costi, a mettere in cantiere un’opera minore, molto più ridotta, sulla base di un contratto che dà luogo ad un nuovo progetto esecutivo. E che, nonostante la straordinaria lievitazione dei costi, si sia passati da un raccordo autostradale ad una semplice strada extraurbana». L’Anac ha fissato i tempi degli accertamenti: entro 90 giorni le parti coinvolte nella procedura di vigilanza potranno produrre documenti o chiedere di essere ascoltate dall’Autorità anticorruzione, che chiuderà l'istruttoria nei successivi 6 mesi, valutando un eventuale danno all’Erario provocato dalla gestazione infinita dell’opera e dai maggiori costi richiesti. I tempi insomma si dilatano ulteriormente e l’epilogo della vicenda resta quantomai incerto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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